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Fase decisiva per il mercato: i titoli che meritano attenzione

Davide Pantaleo
 

Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, analista tecnico indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli. Pietro Paciello è autore del libro appena pubblicato TRADING PLAN. Per info clicca qui.

Più volte nelle ultime interviste ha indicato un target per il Ftse Mib in area 24.000. Ora che questo livello è stato raggiunto, quali scenari è possibile attendersi a Piazza Affari?

Confermo che l'area dei 24.000 punti riveste una grande importanza nel senso che il Ftse Mib ci è arrivato quasi fosse attratto da una calamita. Era troppo evidente sul grafico quest'area di resistenza per pensare che il mercato non la testasse.
Le quotazioni sono approdate sul livello dei 24.000 punti, ma a mio parere ora servono a livello intermarket delle conferme importanti. In primis serve un euro più debole per proseguire su questa strada, perchè diversamente la moneta unica così forte rischia di minare la già faticosa crescita del mercato europeo.

L'eventuale breakout dei 24.000 punti, cosa che non escludo, aprirebbe degli scenari straordinari a Piazza Affari, atavicamente il mercato più in ritardo in termini percentuali.
Non voglio iniziare a predire target miracolosi, ma è pur vero che oltre i 24.000 punti si apre un'autostrada. Se Piazza Affari dovesse essere aiutata da un contesto intermarket più favorevole di quello attuale, davvero può fare numeri impensabili.

Il momento è particolarmente importante e il Ftse Mib arriva sui 24.000 punti disegnando una potenziale divergenza ribassista, mentre è salito su una netta divergenza rialzista.
A livello tecnico è tutto molto regolare e pulito e ora rimane da vedere cosa succedere intorno ai livelli appena raggiunti.

Invito chi legge a non soffermarsi troppo sul concetto dei 24.000 punti: stiamo osservando dei grandi con delle candele mensili, per cui quando si parla di area 24.000 l'estensione può essere anche di qualche centinaio di punti in su o in giù.

Tecnicamente siamo arrivati su questa soglia che viene osservata con attenzione dalla maggior parte degli operatori. Non so se il Ftse Mib sfonderà con scioltezza i 24.000 punti, ma se dovesse farlo per Piazza Affari si apriranno degli scenari straordinariamente positivi.

Sono sorpreso dal fatto che l'area dei 24.000 sia sta raggiunta in un contesto intermarket non favorevole, con un dollaro non molto tonico, e immagino cosa potrebbe accadere se avessimo un biglietto verde più forte e quindi un oro più venduto, cosa che per il momento non c'è.

Misuro come forza intrinseca del mercato anche la scarsa negatività introdotta dallo shutdown americano che ora è stato momentaneamente risolto. Tutti temevano all'apertura di ieri dei mercati grandi gap-down, ma alla fine è stata una bolla sapone. Questo succede in presenza di mercati, come quelli attuali, che hanno una vocazione rialzista straordinaria, quindi non sono sorpreso onestamente.

Nel settore bancario qual è la sua view su Unicredit e Intesa Sanpaolo?

Ieri è stato Unicredit che ha dato la sensazione, con una salita abbastanza potente, di chiamare il Ftse Mib verso il target dei 24.000 punti. Quando ieri ho visto Unicredit così positiva, ho dato per scontato che l'area dei 24.000 sarebbe stata raggiunta.

Nel breve probabilmente Intesa Sanpaolo è rimasta più indietro, ma ha violato al rialzo una resistenza dinamica costruita dai massimi del 2007 e del 2015. Si tratta quindi di un movimento direzionale molto forte e ciò vuol dire che il mercato ha ancora voglia di salire e che eventuali correzioni di Intesa Sanpaolo in area 3 euro rappresenterebbero un potenziale pull-back rialzista.
La debolezza pertanto su questo mercato sembra essere ancora una volta una variabile da comprare più che da temere.

Unicredit ieri ha attaccato la resistenza intermedia e l'ha violata: se dovessi fare un paragone tra questo titolo e le altre banche, la mia idea è che Unicredit abbia più spazio al rialzo.
Leggo quindi la violazione di ieri come un segnale molto potente e credo che se si dovesse ritornare ad una fase di accumulo generalizzato sui nostri listini, Unicredit tra i bancari andrebbe messo in pole position.

Il titolo a mio avviso ha innescato un movimento rialzista molto potente, ma non vorrei che questa positività che intravedo sui mercati si trasformasse in un invito a comprare adesso.
Sto semplicemente rilevando uno stato dell'arte del mercato che per il momento continua a confermare una straordinaria forza. Non dimentichiamo che se in passato siamo stati il fanalino di coda delle economie occidentali, oggi in una fase in cui il ciclo economico volge in positivo anche per noi, siamo probabilmente una preda appetibile.

Alla luce dei recenti movimenti del petrolio, cosa si aspetta per due temi del settore oil come ENI e Saipem?

L'idea che ho è che il petrolio da qui a fine anno ci faccia rivedere gli 80 dollari, anche se in questo momento è in forte ipercomprato, quindi non so se il movimento ancora rialzista possa svilupparsi adesso o dopo una piccola fase correttiva, cosa che credo sia abbastanza logico attendersi.

Se guardiamo il grafico di ENI, non sfugge il fatto che quando ha rotto al rialzo 14,8 euro ha violato una resistenza di lungo che addirittura proietterebbe il titolo verso i 17,2/17,3 euro.
Compatibilmente con l'andamento del petrolio, ENI ha una chiara impostazione rialzista che per i cassettisti viene meno in caso di chiusura sotto i 13,8 euro.

Saipem ha un approccio e un modus operandi molto più speculativo rispetto ad ENI ed è sicuramente rimasto più indietro, ma ciò non è casuale. Il titolo, come è visibile sul grafico allegato, sta costruendo una zona di potenziale accumulazione che vede nei minimi a 2,4 euro e nei massimi a 5,85 euro la sua fascia potenzialmente di lateralizzazione.

Il titolo continua a muoversi in questo trading range e non è escluso che possa tornare a farci vedere i 6 euro per azione. Per assurdo che possa sembrare, siamo ancora in un laterale e solo la fuoriuscita da questa dinamica che sembra essere chiaramente di accumulazione, ci darà dei segnali direzionali più potenti.

Per il momento mi sembra che il titolo stia accumulando e anche molto bene, e che il meglio lo debba ancora dare. Saipem è pericoloso come sempre, ma se dovessi ipotizzare in una logica puramente speculativa punterei su questo titolo più che su ENI, essendo rimasto indietro.

Buzzi Unicem al momento viaggia in pole position tra le blue chips, spingendosi poco al di sopra dei 24 euro. Cosa può dirci di questo titolo?

Buzzi Unicem è un titolo di cui si parla poco, ma ha un trend ascendente straordinario ormai dal 2012. Il titolo non è particolarmente speculato, ma questo non vuol dire che sia poco interessante, anzi, visto che il business dell'azienda è molto solido.

Credo che un po' come l'indice Ftse Mib, anche Buzzi Unicem abbia disegnato un chiaro canale rialzista che dovrebbe portare in tempi abbastanza brevi ad un test di area 26 euro. Su questo livello si concretizza una figura laterale rialzista di lungo e lì andranno fatte altre valutazioni.

Mi sembra in ogni caso che il titolo non sia da shortare, quindi nonostante abbia fasi di accumulo e distribuzione come altri, è sempre supportato dalle mani forti che provvedono subito a ricoperture in acquisto ogni qualvolta c'è debolezza.

Non è profittevole acquistare ora Buzzi Unicem perchè il rapporto rischio-rendimento non è favorevole, ma eventuali correzioni e storni anche abbastanza consistenti, se mai ci fossero, sono da guardare con interesse e da leggere più come opportunità che come potenziale negatività.
Il titolo diventerà pericoloso sotto i 22 euro, ma prima che ciò accada penso che ci regalerà un test a 26 euro.

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