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Fed taglia tassi di interesse di un quarto di punto. JPMorgan: farci abitudine

Fabio Carbone

La Fed taglia i tassi di interesse per una seconda volta in meno di due mesi. Un ulteriore quarto di punto che fa scendere il range a 1,75% – 2% e non è finita qui, perché entro la fine dell’anno potrebbe verificarsi un altro taglio sul costo del dollaro se le condizioni di economia globale lo dovessero richiedere.

Nel comunicato stampa emesso a seguito della riunione del FOMC, si legge che il mercato del lavoro resta forte e che l’economia degli Stati Uniti cresce a un ritmo moderato.

Il motivo ufficiale che ha spinto il Comitato del Federal Reserve System a tagliare i tassi, riguarda la sostenibilità dell’obiettivo di una inflazione stabile al 2%, considerato il livello ottimale perché l’economia statunitense possa crescere costantemente.

Una votazione non unanime

La decisione di abbassare i tassi di interesse sul dollaro USA non è stata unanime, tra i membri del FOMC c’è chi ha votato per un taglio ancor più deciso all’1,5% – 1,75%, ma anche chi avrebbe preferito lasciare i tassi al livello stabilito a luglio (2% – 2,25%).

La reazione di Wall Street alla decisione della Fed

Nessuna euforia a Wall Street dopo l’annuncio della Fed di aver tagliato il tasso d’interesse sul costo del denaro di un quarto di punto.

Il Dow Jones chiude quasi in parità a +0,13%, l’indice S&P500 chiude a +0,03% e il Nasdaq 100 resta invariato rispetto alla chiusura precedente.

I mercati restano incerti sul da farsi.

Nei giorni scorsi un problema tecnico aveva creato fibrillazione sui repo overnight costringendo la Fed a immettere 75 miliardi di USD di liquidità.

La reazione insoddisfatta di Donald Trump

Non è contento il presidente degli Stati Uniti Donald Trump della decisione dello U.S. Fed, e non è contento di “Jay Powell” e lo scrive come al solito su Twitter: “hanno fallito di nuovo. Niente coraggio, nessun senso, nessuna visione!”

Quello che avrebbe voluto Trump è un taglio dei tassi senza precedenti, con un passaggio dal 2% – 2,25% a un tasso prossimo allo 0% o addirittura negativo. Forse uno scossone sproporzionato quello richiesto da Trump, mentre Powell sembra voler tagliare poco alla volta e se proprio occorre.

JP Morgan farci l’abitudine sui tassi d’interesse bassi

La banca JPMorgan Chase, riferendosi all’Europa e ai tassi di interesse negativi ha avvertito che essi resteranno tali per almeno altri 8 anni. Una condizione della quale, quindi, dovremo farci l’abitudine.

La notizia viene riportata dal Financial Times online e cita un report di JPMorgan secondo il quale le probabilità di una nuova recessione globale stanno aumentando, al netto delle politiche espansive delle grandi banche centrali.

Bob Michele, analista dell’Istituto statunitense intervistato da Swissinfo.ch, è al quanto pessimista, perché afferma: “La politica monetaria (delle Banche centrali, ndr) può essere in grado di prolungare il ciclo attuale ma non riteniamo che possa impedire una recessione”.

Al termine, questo ciclo avrà necessariamente bisogno di un passaggio dalla politica monetaria a una politica di bilancio.

La reazione odierna di Piazza Affari

La decisione di Jerome Powell di tagliare i tassi di interesse è arrivata in Italia quando Piazza Affari era chiusa da un po’.

Questa mattina l’indice FTSE MIB, in apertura è a +0.39%, nonostante i futures lo dessero a -0.57%.

This article was originally posted on FX Empire

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