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Fed verso stop acquisti a metà 2022 ma il rialzo dei tassi è lontano

·3 minuto per la lettura

La Federal Reserve non sorprende i mercati, anche se si dice "pronta" a rivedere tutte le decisioni e a utilizzare "tutti gli strumenti" a sua disposizione. Nella riunione di novembre, comunque, il Comitato di politica monetaria della Federal Reserve - "alla luce dei sostanziali ulteriori progressi compiuti dall'economia" americana - ha avviato il cosiddetto 'tapering', ovvero il processo di riduzione degli acquisti, ma ha anche deciso di mantenere fermi i tassi nel range fra 0 e 0,25% .

Dagli attuali 120 miliardi di dollari mensili, la Fed taglierà a metà novembre 15 miliardi, con gli acquisti in titoli del Tesoro che scenderanno da 80 a 70 miliardi mensili mentre passeranno da 40 a 35 gli interventi sui mercati di asset backed securities. Ma per metà dicembre la Fed ha già pianificato un ulteriore taglio di 15 miliardi, con gli acquisti di titoli che scenderanno a 60 miliardi mentre gli Abs a 30 miliardi.

Il Comitato - che ha approvato le decisioni all'unanimità - "ritiene che riduzioni simili saranno probabilmente appropriate ogni mese, ma è pronto ad adeguare il ritmo degli acquisti se giustificato dai cambiamenti nelle prospettive economiche". E come ha spiegato il presidente della Fed Jerome Powell in conferenza stampa "se l'economia dovesse evolversi come previsto" adottando un taglio di 15 miliardi di dollari al mese, gli interventi della banca centrale "cesseranno entro la metà del prossimo anno".

Nel frattempo "gli acquisti e le disponibilità di titoli in corso da parte della Federal Reserve - si sottolinea da Washington - continueranno a favorire il regolare funzionamento del mercato e condizioni finanziarie accomodanti, sostenendo in tal modo il flusso di credito a famiglie e imprese".

L'economia Usa è in ripresa, come testimoniano "gli indicatori dell'attività economica e dell'occupazione che continuano a rafforzarsi", anche se - spiega la Fed - per i settori più colpiti dalla pandemia, dopo i progressi degli ultimi mesi, "l'aumento estivo dei casi di COVID-19 ne ha rallentato la ripresa".

Powell - che non ha voluto rispondere a domande su una sua possibile riconferma - ha però spiegato che se dopo il +6,5% messo a segno dall'economia Usa nei primi 6 mesi e dopo che"nel terzo trimestre si è registrato un notevole rallentamento" legato all'aumento dei casi di coronavirus per la variante delta e alle strozzature nelle forniture, "visto il calo dei casi, la crescita dovrebbe recuperare in questo trimestre portando a una forte crescita nel complesso dell'anno".

La Fed ha sottolineato come negli ultimi mesi si è registrato un livello "elevato" per l'inflazione che però "riflette in gran parte fattori che dovrebbero essere transitori". Infatti, si ricorda, "gli squilibri della domanda e dell'offerta legati alla pandemia e alla riapertura dell'economia hanno contribuito a considerevoli aumenti dei prezzi in alcuni settori".

Per il futuro, spiega la Fed, "l'andamento dell'economia continua a dipendere dal corso del virus". "Si prevede che i progressi nelle vaccinazioni e l'allentamento dei vincoli all'offerta sosterranno i continui progressi sul fronte dell'attività e dell'occupazione, nonché una riduzione dell'inflazione" ma "rimangono i rischi per le prospettive economiche".

Powell ha riconosciuto che "se si guarda ai progressi che abbiamo fatto nel corso dell'ultimo anno, e se questo ritmo dovesse continuare, penso che sia possibile" che l'economia Usa raggiunga la massima occupazione a metà del 2022 (quindi soddisfacendo una delle condizioni definite per il rialzo dei tassi). Il presidente della Fed ha comunque sottolineato la "trasparenza" della banca centrale, anche in materia di interventi sugli acquisti: "Non vogliamo sorprendere i mercati".

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