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Federal Reserve interviene sul mercato iniettando oltre 50 mld

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Roma, 17 set. (askanews) - Improvviso intervento della Federal Reserve, che alla vigilia della conclusione del direttorio sulla politica monetaria ha iniettato decine di miliardi di dollari nel sistema in risposta a una inattesa impennata dei tassi a brevissimo termine (overnight).

A condurre l'operazione è stata la Federal Reserve Bank of New York, che per la prima volta in un decennio ha attivato uno strumento (repurchase facility) mediante il quale sono stati erogati finanziamenti per 53 miliardi di dollari in cambio di titoli di Stato federali.

Secondo successive ricostruzioni di stampa, l'improvviso prosciugarsi di liquidità di breve termine, che ha determinato l'impennata dei tassi, più che a fattori sistemici simili a quelli della crisi finanziaria del 2007-2008 (subito richiamata alla memoria dalla vicenda) andrebbe attribuito a circostanze tecniche congiunturali.

Nel settembre del 2007 fu una manovra analoga della Bce a rappresentare quello che successivamente sarebbe stato considerato il primo segnale della crisi finanziaria globale, innescata dai mutui subprime negli Usa.

Questa volta invece diverse imprese statunitensi avrebbero rastrellato le liquidità disponibili per far fronte a scadenze fiscali, mentre sul mercato sarebbe rimasto un eccesso di offerta di Treasuries e il tutto avrebbe causato le pressioni sui tassi. Secondo alcuni analisti citati dal Financial Times a questo potrebbe essersi aggiunto l'effetto della riduzione del bilancio complessivo della Fed, che ha diminuito il quantitativo di fondi disponibili sul mercato.

Il tutto alla vigilia della conclusione del Fomc, il braccio operativo della politica monetaria. Con ogni probabilità sulla vicenda verranno poste domande domani, nella conferenza stampa esplicativa che seguirà gli annunci sulle decisioni operative.