Italia Markets close in 6 hrs 24 mins

Federcasse: al 30 giugno raccolta Bcc e casse rurali per 161 mld

Sen

Roma, 23 nov. (askanews) - Le 263 Bcc-Casse Rurali e Casse Raiffeisen (il 53% delle banche italiane) presenti in 101 Province e 2.638 Comuni, con 4.231 sportelli (il 17% del totale degli sportelli bancari), hanno generato una raccolta diretta di 161,5 miliardi di euro, con impieghi che si attestano a 127,8 miliardi di euro. E' quanto emerge dall'assemblea di Federcasse (la Federazione Italiana delle Bcc e Casse Rurali), che quest'anno ha avuto per tema "Volare alto. Il riscatto della mutualità efficiente".

I soci sono 1 milione e 300 mila (+1,9% su base annua), mentre l'attivo delle Bcc è per il 56% è destinato a famiglie imprese. In particolare, per ogni 100 euro di risparmio raccolto nel territorio, le BCC ne impiegano in media 85. Di questi, almeno il 95% - ovvero 81 euro - diventa credito all'economia reale di quello stesso territorio.

L'assemblea ha visto la presenza di 400 tra delegati ed esponenti delle Bcc affiliate ai due gruppi Bancari Cooperativi - Iccrea Banca e Cassa Centrale Banca - e delle Casse della provincia di Bolzano che stanno costruendo uno Schema di protezione istituzionale; i vertici delle Capogruppo degli stessi Gruppi Bancari Cooperativi e della Cassa Centrale Raiffeisen; i rappresentanti delle 15 Federazioni Locali e oltre 30 altri enti soci.

Sono stati i temi europei a dominare la relazione del Consiglio nazionale letta dal Presidente Augusto dell'Erba. "Il completamento del disegno europeo - ha esordito il presidente - rappresenta l'unica prospettiva di sviluppo indipendente, equilibrato, democratico, inclusivo e liberale per il continente europeo". Al tempo stesso, però, "il processo di integrazione deve cambiare approccio, soprattutto nell'industria finanziaria", con l'auspicio che "sia ricalibrato in funzione di una effettiva maggiore capacità di intervento a favore della stabilità e della reale sostenibilità di un apparato di regole e controlli eccessivamente complesso e oneroso, che rischia di essere pro-ciclico, di abbassare le difese immunitarie proprie dei sistemi caratterizzati da diversità e non appiattiti su modelli e assetti omologati e di ridurre la capacità delle banche di finanziare l'economia in senso ampio".