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Federmeccanica: 60% imprese prevede calo produzione, per 4% rischio stop

(Adnkronos) - Il rincaro dei prezzi delle materie prime e dei prodotti energetici pesa sull’industria metalmeccanica: il 93% delle imprese partecipanti all’indagine di Federmeccanica nel quarto trimestre ha registrato ulteriori rincari dei prezzi delle materie prime mentre è pari al 70% la percentuale di chi ha dichiarato difficoltà di approvvigionamento. Nel 41% dei casi gli elevati costi delle materie prime e dell’energia hanno comportato la riorganizzazione del lavoro e/o dell’attività produttiva. Non solo. Oltre la metà delle aziende sta risentendo degli effetti del conflitto russo-ucraino: il 60% prevede una contrazione dell’attività produttiva, mentre il 4% corre il rischio di doverla interrompere.

“Ancora una volta parliamo di economia con una guerra in corso. Ancora una volta il nostro pensiero va alle persone colpite da questa grande tragedia” premette Diego Andreis, Vice Presidente Federmeccanica . “Ci sarebbero i presupposti per un rilancio del nostro settore, si percepisce una tensione potenzialmente positiva nei mercati, poi però – spiega - si confermano o subentrano quelle difficoltà impreviste ed imprevedibili che frenano la ripresa mettendo anche a forte rischio il futuro di molte imprese”.

L’andamento dei prezzi delle materie prime continua a ripercuotersi sui prezzi alla produzione e, infatti, in questo inizio anno proseguono le dinamiche crescenti osservate nel corso dell’intero 2021. Nel settore metalmeccanico, che risulta il maggior utilizzatore di metalli, a marzo i prezzi alla produzione sono aumentati del 15,4%. Tali dinamiche stanno avendo un impatto negativo sulla competitività di molte imprese e stanno fortemente ridimensionando i margini di profitto ulteriormente erosi dall’incremento dei costi dell’energia. Oltre il 60% registra un calo del mol e sono pari al 14% quelle che hanno dichiarato una contrazione superiore al 25%.

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