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Federvini: giù mani da Prosecco, richiesta Croazia inaccettabile

·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 2 lug. (askanews) - Una richiesta "inaccettabile". Così Albiera Antinori, presidente del Gruppo Vini di Federvini, definisce la richiesta della Croazia che chiede alla Commissione Europea di riconoscere la menzione tradizionale "Prošek", una semplice traduzione del termine italiano. Federvini è l'organizzazione italiana di riferimento dei principali produttori e importatori di vini, liquori, acquaviti e aceti, aderente a Federalimentare e Confindustria.

Federvini in una nota esprime "sorpresa e sconcerto". "Riteniamo questa richiesta inaccettabile - dice Albiera Antinori - e appare incomprensibile l'atteggiamento della Commissione Europea che sta lasciando andare avanti il dossier. Il Regolamento europeo in materia (1308/2013) stabilisce che ogni denominazione di origine, come il nostro Prosecco, deve essere difesa da ogni tentativo di imitazione, anche attraverso la semplice traduzione linguistica. E il termine croato Prosek è semplicemente la traduzione di Prosecco".

Federvini chiede che il Governo italiano si faccia garante della protezione della nostra denominazione, che tanto successo ha avuto negli ultimi anni in tutto il mondo e faccia pressione sulla Commissione affinché riconosca l'inammissibilità della richiesta.

"Ogni tentativo di indebolimento della nostra denominazione - spiega Micaela Pallini, presidente di Federvini - deve essere respinto con forza. Ringrazio quanti fra Ministero e Parlamento europeo si sono mossi già nei giorni scorsi in tal senso. Ora diventa fondamentale che il sistema Paese si muova unito e in maniera coordinata. Il pericolo è la proliferazione di prodotti che sembrano italiano ma non lo sono: evitiamo di ripetere il caso del Parmesan, che tanti danni ha arrecato al nostro export caseario".

Pallini ricorda anche che indebolire le denominazioni di origine mette in pericolo i negoziati in corso con molti Paesi extra EU, "negoziati che hanno nella difesa delle denominazioni di origine una delle principali ragioni alla base di innumerevoli tentativi di accordi commerciali per rilanciare l'export europeo. Difendere oggi Prosecco significa tutelare le denominazioni italiane ed europee sul mercato UE e nei mercati internazionali, non farlo sarebbe un boomerang ed un grave danno per tutto il sistema vinicolo, italiano ed europeo".

È allineato sulle posizioni delle presidenti Antinori e Pallini, Giancarlo Moretti Polegato, presidente di Villa Sandi, azienda di riferimento del mondo Prosecco e associato storico di Federvini: "è tassativo difendere in tutte le sedi un prodotto simbolo di italianità nel mondo proprio grazie alla sua identità legata ad una precisa area produttiva. Sono fiducioso che come già successo in occasione di altri attacchi al Prosecco, le nostre istituzioni riusciranno a difenderne e tutelarne l'unicità ed esclusività".

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