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Federvini: su ripresa pesa ritardo infrastrutture digitali

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Image from askanews web site
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Roma, 4 nov. (askanews) - "Il tema delle infrastrutture nasce invece da lontano e registriamo con preoccupazione che i progressi negli ultimi anni sono da considerarsi insoddisfacenti. Soprattutto sono in forte ritardo le infrastrutture digitali: siamo molto lontani da una copertura soddisfacente nelle zone agricole, ciò dovrebbe essere alla base dello sviluppo veloce di tanti piani inclusi nel Pnrr che deve, quanto prima, entrare nella fase operativa". Lo ha detto in una intervista ad Askanews Michela Pallini, presidente di Federvini.

In un momento in cui la filiera vitivinicola sta dimostrando capacità di ripresa, i prezzi delle materie prime, dell'energia, dei costi di trasporto e dei ritardi infrastrutturali potrebbero essere un fardello e penalizzare la ripresa in corso per la filiera? "Stiamo affrontando un momento molto delicato per l'intero settore. A partire dall'aumento del costo dell'energia a quello delle materie prime - spiega la presidende di Federvini - senza dimenticare che la pandemia sembra riprendere vigore su alcuni importanti mercati internazionali. Proprio per questo abbiamo lanciato un allarme sulle prospettive future per i vini, gli spiriti e gli aceti italiani".

Uno dei nodi principali resta quello delle infrastrutture digitali: "le imprese del Nord Est in particolare ancora soffrono le difficoltà di una rete di mobilità inadeguata e a macchia di leopardo su tutto il territorio permangono situazioni di scarsa copertura delle reti digitali, fondamentali per un sistema di imprese che punta sempre più sulla digitalizzazione".

A questo, si aggiunge il fatto che "a livello internazionale stiamo assistendo, ormai da mesi, a un trend di crescita esponenziale dei noli di container, sia nelle tratte verso l'Oriente che, soprattutto, nelle tratte transatlantiche verso gli Stati Uniti che sono il principale mercato d'esportazione". I problemi della logistica ed in particolare gli aumenti dei costi dei container "non accennano a rientrare - sottolinea Pallini - e questo inizia ad erodere fortemente i margini delle aziende".

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