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Per il bimbo caduto dal balcone a Napoli scatta il fermo del collaboratore domestico

AGI - Quella ringhiera in ferro battuto al terzo piano della palazzina liberty in via Foria a Napoli era troppo alta. Samuele, 4 anni appena compiuti, non avrebbe avuto la forza per scalarla, salire a cavalcioni e lasciarsi cadere nel vuoto. Gli agenti della Scientifica della Questura di Napoli l'hanno guardata e riguardata per tutto il pomeriggio. L'incidente fortuito non convinceva nessuno.

Così il pubblico ministero della Procura di Napoli, Barbara Aprea, e gli agenti della Squadra Mobile, hanno interrogato la mamma, incinta all'ottavo mese, che era con Samuele ieri a ora di pranzo quando ha sentito le urla provenire dalla strada, dove suo marito ha un negozio di casalinghi. Con le lacrime che le tranciavano il respiro ha ricordato tutto.

Lei era in cucina e Samuele a giocare in camera. Ed è stato un flash. Non era sola ieri. In casa c'era anche Mariano Cannio, il tuttofare del quartiere. Un uomo di 38 anni, incensurato, all'apparenza docile, taciturno, servizievole del quale tutti si fidavano e gli affidavano piccole commissioni che sbrigava con tanta solerzia. Aveva in casa le chiavi di tanti appartamenti che ogni mattina andava a pulire. Un uomo di fiducia.

E così gli agenti sono andati a bussare a casa, nel ‘Buvero', un agglomerato di case popolari schiacciate tra la zona dei Tribunali e il corso Garibaldi.

Era lì, incredulo che cercassero proprio lui. In mano la polizia aveva un decreto di fermo per omicidio volontario. Samuele non era precipitato nel vuoto per un incidente. Era stato lanciato. Ma, difeso dall'avvocato Carmen Moscarella, Cannio ha rilasciato qualche dichiarazione. Una parziale ammissione. Era in casa. Ha preso in braccio Samuele.

Era fuori dal balcone. Ma ha detto di non averlo gettato nel vuoto. E non ha saputo spiegare altro. Se fosse stato un incidente, una manovra errata. Nulla. Il vuoto totale.

Lunedì mattina sarà il gip a valutare se le prove raccolte contro di lui possano essere solide per la convalida del fermo che motiva il gesto con un raptus. Resta il dolore di una famiglia distrutta per sempre e di un quartiere ancora incredulo che mestamente va in pellegrinaggio davanti al luogo dove Samuele è morta. Un alone di sangue a terra e un mazzo di fiori bianchi.

 

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