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Ferrara racconta Maradona: "Era un Dio, ma nessuno è stato più umano di lui. Mai una volta sul piedistallo"

Stefano Bertocchi
·2 minuto per la lettura

"Era un tapis roulant. Diego si era sistemato una specie di palestra in cantina, sapete, i nostri erano tempi artigianali. Ci correva sopra. E lo faceva anche quando non veniva ad allenarsi con noi, quando era rimasto a dormire un po’ troppo, quando tutti lo davano per perso: e invece Diego galoppava da solo, là sotto". Il racconto a La Repubblica è di Ciro Ferrara, storico ex compagno d'avventura di Diego Armando Maradona, scomparso nella giornata di ieri all'età di 60 anni.

Diego Maradona e Ciro Ferrara | AFP/Getty Images
Diego Maradona e Ciro Ferrara | AFP/Getty Images

L'AMORE - "La parola giusta è amore. Ho cominciato ad amare Maradona quando avevo diciassette anni, giocavo nel Napoli e gli davo del lei. E ho continuato per trent’anni. Bellissimi. Perché non c’erano distanze, non c’erano oceani tra noi. L’ho stimato, l’ho conosciuto credo come pochi ma amato come tantissimi: era impossibile non farlo. Per la sua profonda, straripante umanità. Per la vicinanza con tutti. Era un dio, ma nessuno è stato più umano di lui. Mai una volta l’ho visto salire sul piedistallo, essere superbo. Quando doveva dirti che avevi sbagliato un pallone, un passaggio, una giocata, aspettava che lo spogliatoio si svuotasse, ti prendeva da parte e ti spiegava. Nella mia vita, Diego è stato una presenza immensa".

LUCI E LE OMBRE - "Non si possono separare e non sarebbe giusto. Lui non si è fatto mancare niente, ha vissuto ogni cosa al massimo, smodatamente. A volte, la notte sentivo alzarsi dal garage il rombo della sua Ferrari. E così il giorno dopo, al campo d’allenamento, quando Diego tardava e i compagni mi guardavano interrogativi, 'e allora, Ciro, lui che fa?', io rispondevo 'ragazzi, mi sa che oggi non viene'. Ma poi lo trovavo ad allenarsi da solo, come un forsennato".

LA PERSONA - "Un generoso nato. Una persona che si dava senza risparmio, ogni giorno e a tutti. Se lo avessero circondato in duecento, e se avesse sentito in quel trambusto la mia voce, lui si sarebbe fatto largo per venirmi ad abbracciare. Ecco chi era. Tutta vita, e basta".

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