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Festivaletteratura, Eni: Africa continente futuro, ora cooperare

Mda

Milano, 10 set. (askanews) - "Per il suo dinamismo demografico, 2 miliardi e mezzo di abitanti nel 2050, l'Africa sarà il continente del futuro. La sua economia ha cominciato a correre. E si pensa che questo processo sia solo all'inizio. L'hanno capito i cinesi e i giapponesi e purtroppo noi ancora no". Jean Leonard Touadi, senior Advisor della Fao, tra i pochi politici italiani d'origine africana e docente universitario, ha tratteggiato il quadro dei rapporti tra Italia ed Europa e continente africano. L'occasione è "Inedita Energia", l'incontro al Festivaletteratura di Mantova organizzato dall'Eni, che dal 2008 è partner della kermesse e che in Africa ha mosso i suoi primi passi esplorativi e sperimentato un nuovo modo di stringere rapporti con i Paesi produttori. Un tema, quello dei rapporti con il continente africano che l'Eni a Mantova ha affidato anche ad una mostra fotografica Viaggio in Africa, con alcune foto inedite di Mimmo Jodice e con un volume dallo stesso titolo con immagini selezionate con il supporto di Camera-Centro italiano per la Fotografia e proveniente dall'archivio storico Eni.

"L'Africa sta nel destino dell'Italia. Questo rapporto deve crescere, con intelligenza, con lungimiranza", ha insistito Touadi, che ha citato la "formidabile storia di Enrico Mattei. Ci sono italiani che hanno saputo superare il loro eurocentrismo e instaurare rapporti paritari. Mattei ha fatto questo", ha detto, riferendosi alla capacità della multinazionale italiana di entrare in relazione profonda con il territorio, nel segno della cooperazione e dell'integrazione.

Un continente poco conosciuto e sul quale esistono molti pregiudizi. "C'è una immensa falsificazione sulla realtà dell'Africa e tantissime storie censurate, come la resistenza degli schiavi", ha osservato Jacopo Fo, autore del progetto Eni "Il teatro fa bene" per sensibilizzare su temi sanitari e aumentare la conoscenza di buone pratiche sanitarie e alimentari, in particolare quelle legate a maternità e cura dei neonati. "Anzi, l'Africa ci può insegnare la civiltà" su tanti aspetti della vita. E "l'imprenditoria non sta capendo che la cooperazione potrebbe essere un meccanismo per uscire noi dalla crisi... se potessimo importare in Italia, la determinazione che ho visto in questi africani". E prima dello slogan, ha aggiunto, "aiutiamoli a casa loro, magari cominciamo a smetterli di danneggiarli a casa loro. Al di là dei campi di concentramento fatti in Libia, stiamo rapinando le coste del Nordafrica con i pescherecci europei e produciamo pomodori in scatola che grazie ai fondi europei possiamo vendere a prezzi più bassi di quelli prodotti lì".