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Fiat “impacchetta” le auto dei dipendenti che scelgono la concorrenza

Davide Mazzocco
Fiat “impacchetta” le auto dei dipendenti che scelgono la concorrenza

Quando sono tornati al parcheggio, dopo una lunga giornata di lavoro, hanno trovato la loro autovettura avvolta in un telo trasparente con un cuore spezzato e la scritta: “Vederti con un'altra ci ha spezzato il cuore... Ma nonostante ciò continuiamo a pensare a te”. È stata questa la “scenata di gelosia” con la quale hanno dovuto fare i conti i dipendenti di Fiat Group Automobiles negli stabilimenti prima di Mirafiori e poi di Pomigliano d'Arco che, esercitando il libero arbitrio, hanno optato per un’automobile di una casa concorrente a quella per la quale lavorano.



I creativi al servizio del più importante marchio automobilistico italiano lo hanno chiamato “parking marketing” e hanno spiegato l’iniziativa come “un'azione sui dipendenti che possiedono automobili di una marca concorrente, una campagna di marketing non convenzionale per stimolarli ad acquistare delle auto nuove del gruppo tramite un'esclusiva promozione”.



Da molti anni, infatti, chi lavora per Fiat gode di prezzi agevolati per l’acquisto di autovetture del marchio e, fra l’altro, visti gli stretti legami che la casa torinese ha sempre avuto con lo Stato Italiano, questi sconti sono stati spesso cumulabili con gli incentivi statali.

L’impacchettamento (probabilmente ispirato da Christo, l’artista che ha ricoperto con enormi teli persino il Pont Neuf e il Reichstag) è stato accompagnato da due attori che invitavano i dipendenti “infedeli” ad acquistare un’auto Fiat, al prezzo scontato del 26%.

I sindacati non hanno preso con ironia la “trovata” di Fiat e l’hanno giudicata come “inaccettabile”. Contrari alla campagna pubblicitaria anche gli aderenti allo Slai Cobas secondo i quali l'iniziativa "travalica abbondantemente ogni legittima manifestazione della libertà di pensiero o azione di propaganda e marketing pubblicitario, sconfinando in vera e propria azione di mobbing e violenza privata a danno di una moltitudine di lavoratori. Ciò - si legge in una nota - in evidente violazione di ogni inerente normativa legale e contrattuale".











La performance ha scatenato numerose polemiche, non ultima quella sul rispetto della privacy dei dipendenti che, fino a prova contraria, sono liberi di spendere i soldi guadagnati lavorando per Fiat come vogliono.