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Finanza: Bva-Doxa, in Italia investe meno di 1 persona su 2, interessa trading online

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Il 57% degli italiani non investe e chi lo fa preferisce scegliere rischi bassi e ricorrere a prodotti tradizionali come fondi, obbligazioni e azioni. A svelarlo, la ricerca Bva- Doxa 'Italiani, investimenti e trading online' commissionata da eToro, la principale piattaforma di social trading al mondo, sui comportamenti degli italiani in materia di investimenti e trading online. 

Ma a chi si rivolgono gli italiani quando decidono di investire? Hanno una strategia precisa? E su quali prodotti puntano? Tra gli investitori, solo il 47% ritiene di avere un piano definito e molti affermano di dare molto più credito ai rapporti di fiducia affidandosi più ai consigli dei famigliari che a quelli dei professionisti, come ad esempio il consulente finanziario. Il 59% del campione intervistato ha infatti dichiarato di chiedere consiglio al proprio partner quando si tratta di investimenti e il 32% lo fa rivolgendosi ai famigliari, posizione a pari merito con il consulente. Per quanto riguarda la scelta degli investimenti, vediamo che gli italiani (il 43%) hanno una bassa propensione al rischio e preferiscono investire in asset tradizionali come fondi, azioni e obbligazioni anche se è in crescita la fetta dei ‘curiosi’ (38%) e di chi (15%) investe effettivamente in Eft (Exchange Traded Fund, una particolare tipologia di fondo d’investimento) e criptovalute.  

Gli italiani che non investono, invece, si dividono sostanzialmente in due gruppi: chi non lo ha mai fatto (il 34%) e chi non investe ma che lo ha fatto in passato (23%). 

Particolarmente interessante è l’analisi della ricerca tra chi non investe più: persone attive nel passato ma che hanno deciso di ‘ritirarsi’. Se le ragioni per cui erano presenti nel campo degli investimenti coincidevano con quelle degli investitori di oggi (risparmiare somme destinate ad acquisti importanti come la casa, 54%, o migliorare le proprie entrate, 49%), oggi questo campione dichiara di non avere più risorse da investire (35%), di avere troppa paura delle perdite (31%) e di avere poca fiducia nei mercati (27%). Da sottolineare il 21% che ha dichiarato di non avere più fiducia nel sistema bancario. 

E il trading online? Il campione intervistato ne è utilizzatore per il 13% e un 17% ha dichiarato di avere intenzione di cominciare presto. Sale, al contempo, la curiosità anche tra gli ‘scettici’: il 38% ha dichiarato di avere in programma lo studio del trading online per valutare un cambio di abitudine. 

Tra le barriere di chi non si dichiara interessato (33%), invece ci sono la mancanza di fiducia (43%), la paura di non essere in grado di gestire le perdite (41%), la difficoltà di come utilizzare le piattaforme (21%). Lo stesso campione però afferma di essere disposto a cambiare idea se messo nelle condizioni di cominciare con piccole somme (48%), avere protezione delle perdite (37%), trovare il modo di imparare in modo semplice e veloce (31%), usare una piattaforma facile e intuitiva (26%), commissioni basse o pari a zero (23%). Da segnalare il 10% di questo campione disposto a cominciare a fare trading on line se vi è la possibilità di copiare strategie e azioni di trader esperti. 

La ricerca poi ha lavorato su un secondo campione più ristretto, ma composto da investitori che operano abitualmente nel trading online. L’occasione era perfetta per chiedere ai professionisti il nome della piattaforma di social trading per loro più conosciuta: eToro conquista con solidità il primo posto con il 36%, il restante 64% se lo spartiscono gli altri 10 brand tra cui Fineco (20%), Plus500 (15%) e Unicredit (6%). 

Ma come lavorano questi italiani che utilizzano abilmente le piattaforme di trading online? Il 32% opera occasionalmente, una volta ogni tanto, parimerito con chi opera una volta a settimana. Il 36% del campione che invece lavora sulle piattaforme da tre volte a settimana a una volta al giorno, senza però scegliere un orario preciso.