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    Mercati: i temi clou della prossima settimana tra Beige Book e dati lavoro Usa

    I dati previsti la prossima settimana diranno di più circa l’evoluzione dei timori degli investitori, in particolare relativamente all’inflazione. Ecco allora quali dati da monitorare più da vicino secondo Allianz Global Investors. A inizio settimana, nello specifico lunedì, negli Usa sarà pubblicato l’Ism manifatturiero. "L’indagine tra le società permetterà di trarre conclusioni circa l’attuale situazione economica e l’impatto del significativo rincaro delle commodity sull’inflazione complessiva", precisa Stefan Scheurer, Director, Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz GI. Mercoledì sarà la volta dei Beige Book della Fed e del report mensile sull’occupazione nel settore privato con il sondaggio ADP. Ma l’attenzione degli investitori sarà catalizzata dai dati di febbraio sul mercato del lavoro: venerdì saranno resi noti i dati sull’occupazione al di fuori del settore agricolo, nonché il tasso di disoccupazione aggiornato. Queste indicazioni potrebbero anche avere un impatto sulle trattative in corso per la definizione di un pacchetto di stimoli fiscali. Nell’Eurozona a dominare la scena sarà la lettura preliminare sull’inflazione (core) dei prezzi al consumo di febbraio (martedì). Il dato di gennaio non ha permesso di fare maggior chiarezza poiché era influenzato da eventi unici come la fine della riduzione temporanea dell’Iva in Germania. Sempre in Germania i dati su mercato del lavoro (martedì) e ordini in entrata (venerdì) saranno oggetto di un attento monitoraggio. Quanto all’Asia, gli occhi saranno puntati sulll'indice PMmi di Caixin (un indice del settore privato) per il comparto manifatturiero. Secondo le stime di consensus dovrebbe rimanere in territorio espansivo malgrado la decelerazione del momentum negli ultimi due mesi.

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    Cosa sono le lauree o discipline STEM: una chiave per entrare nel mondo del lavoro

    Cosa sono le lauree o discipline STEM: una chiave per entrare nel mondo del lavoroIn un panorama lavorativo pieno di difficoltà e insidie, trovare la propria strada senza una qualifica o un titolo di studi terziario è sempre più complicato. Leggendo le opportunità di impiego, infatti, ci si rende conto che per chi è alla ricerca di lavoro, avere un titolo di studi universitario diventa quasi scontato. Ma dovendo necessariamente prendere in considerazione la carriera universitaria, quali sono i corsi di studio più utili per l’inserimento nel mondo del lavoro? Come possiamo facilmente immaginare, gli indirizzi che pagano di più in termini di occupazione ed economici sono sicuramente quelli inerenti alle discipline STEM. Quali sono le lauree STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) Ma quali sono le lauree STEM? Cosa si intende con questo acronimo? Il termine è composto dalle iniziali delle discipline che sta ad indicare: Science, Technology, Engineering and Mathematics (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). L’attenzione per queste materie di studio è dovuta alla creazione tra gli anni 2000 e 2010 di tantissimi posti di lavoro nell’ambito scientifico-tecnicologico. LEGGI ANCHE: Le lauree per trovare lavoro e guadagnare di più L'occupazione dei laureati nelle discipline STEM All’interno del gruppo delle lauree STEM sono compresi numerosi corsi di laurea che garantiscono un alto grado di occupazione (stando ai dati di AlmaLaurea basati sulla testimonianza di 79.000 laureati nel 2019, a 5 anni dal conseguimento del titolo di studio il 90% dei laureati in discipline STEM lavora, percependo in media una retribuzione mensile netta di 1.642 euro, circa 200 euro in più rispetto ai laureati in altri corsi di studio). Come si intuisce, la maggior parte dei laureati in queste discipline è ancora nettamente maschile, basti pensare che la quota femminile è solo il 16%. Considerando, però, i dati relativi alle ultime iscrizioni notiamo un lieve aumento della componente di ragazze nei corsi di laurea STEM: dalle 35.371 ragazze nell’anno accademico 2019-20 si sale a 37.155 nel 2020-21. Nonostante in valore assoluto le iscrizioni ai corsi di laurea inerenti alle discipline tecnico-scientifiche siano in crescita, i dati non sono però del tutto incoraggianti. Come si legge in un recente articolo del Sole 24 ore, in percentuale gli iscritti al primo anno rispetto al totale diminuiscono sia per quanto riguarda i corsi di laurea triennale (dal 29,2 al 28%) sia per i corsi a ciclo unico (dal 4 al 3,8%). Numeri scoraggianti se si pensa all’importanza che rivestono i laureati con competenze STEM per l’andamento economico e sociale del nostro Paese. La redazione di WeCanJob Autore: We Can Job. Per approfondimenti su formazione e lavoro visita il sito Wecanjob.it.