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FinCEN obbligherà crypto exchange a schedare crypto wallet self-hosted

Fabio Carbone
·3 minuto per la lettura

Negli Stati Uniti d’America le Autorità di regolamentazione proseguono lungo la strada della “picconatura” del del settore delle criptovalute. La SEC si è schierata contro Ripple e la sua criptovaluta semi-centralizzata XRP, FinCEN vuole obbligare gli exchange di criptovalute a schedare i clienti che spostano somme verso i wallet personali non gestiti da società terze.

Le autorità di regolamentazione sono confuse? Intanto stanno creando enormi problemi a XRP con un affossamento che ha superato il 50% di perdita di valore a 7 giorni.

Per quanto riguarda la proposta della FinCEN di schedare i wallet self-hosted, (per intenderci: Bitcoin Core, Armory, Wasabi) la proposta del Financial Crimes Enforcement Network degli Stati Uniti, è di obbligare gli exchange a riportare tutti gli spostamenti aggregati superiori ai 3.000 USD al giorno e di riportare alla FinCEN tutti gli spostamenti superiori ai 10.000 USD.

La proposta è stata pubblicata dalla FinCEN con un periodo di commento di 15 giorni, quindi fino al 4 gennaio 2021. Le società del settore sono sul piede di guerra. Anzitutto perché dicono che il testo è scritto male, e poi perché sono state concesse sole due settimane e non un mese come avviene di solito. Come dire, sembra proprio che la FinCEN abbia fretta di far entrare in vigore questa norma prima del cambio di presidente USA.

La stretta di FinCEN sui crypto wallet self-hosted

La stretta della FinCEN sui crypto wallet self-hosted è praticamente il tentativo dell’autorità di controllare il portafoglio che ogni americano ha, ed in cui gestisce i suoi dollari in contanti. Non è molto di verso da ciò, è come prelevare 3000 dollari in banca e dover giustificare il prelievo, o essere schedati perché dal proprio conto si è effettuato un prelievo da 10.000 dollari.

Questo è quello che sta chiedendo FinCEN, schedare gli americani per l’uso dei soldi che fanno nel proprio portafoglio personale.

Lo zampino dell’amministrazione Trump

Dicevamo che sembra esserci fretta di chiudere la questione prima del 21 gennaio (data del cambio amministrazione da Trump a Biden) ed in effetti sembra essere proprio così.

La norma è una diretta richiesta del Segretario al Tesoro uscente Steven Mnuchin, il quale a breve dovrà lasciare il posto come tutto lo staff del signor Trump.

Va fatto anche notare che l’amministrazione Trump nelle ultime settimane ha messo in campo molte misure, e in molti campi, organizzate in fretta e in furia, perché possano essere approvate prima della fine del suo mandato.

I problemi della norma

La norma, inoltre, rischia di bloccare i prelievi degli utenti americani perché, se dovesse entrare in vigore, ci vorrà del tempo prima che gli exchange di criptovalute riescano ad implementare le richieste della normativa nei loro sistemi informatici.

E che la norma sia stata scritta di fretta per farla approvare il prima possibile, trova riscontro dalla qualità del testo proposto. Coindesk ha contattato varie figure che hanno letto il testo e tutte concordano che è scritto male, e con parole mal definite che creano confusione in chi le dovrà applicare.

Una delle maggiori criticità risiede nella mancanza di definizione di cos’è un “unhosted wallet”.

Insomma, siamo al crepuscolo di una amministrazione che non ha capito cosa sono le criptovalute e che le ha sempre osteggiate.

This article was originally posted on FX Empire

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