Fine dell’esenzione dalle imposte per gli edifici della Chiesa

Chiesa e Ici: cosa succederà con la riforma Monti e come stanno le cose

Potrebbe essere una piccola grande rivoluzione nei rapporti tra Stato Italiano e Vaticano quella che il governo guidato da Mario Monti starebbe attuando. In base a quanto annunciato dal nostro premier al commissario europeo Jouquin Almunia, presto, alla Chiesa Cattolica potrà essere chiesto il versamento dei tributi per tutti gli edifici non dedicati esclusivamente al culto.

Il che, tradotto in parole povere, farebbe sì che la Chiesa sia tenuta a versare l’Imu su tutti gli edifici di sua proprietà che non siano esclusivamente dedicati alla preghiera. Quindi anche se chiese, cappelle ed edifici di culto rimangono esenti, la scure del fisco colpirà presto strutture come alberghi, studentati, centri ricreativi, agenzie di viaggio e uffici, per un totale di 30mila immobili su 50 mila totali. Secondo stime dell'Anci del 2005 il danno erariale dovuto all’esenzione dai tributi per la Chiesa Cattolica sarebbe stato di 500 milioni di euro l'anno. Nella sola Roma, in base a stime, la Chiesa potrebbe dover versare più di 25 milioni di euro.

Quella dell’esenzione dall’Imu per gli edifici della Chiesa, soprattutto in questi tempi difficili di crisi economica e di inasprimento del rigore fiscale necessario a riparare al dissesto dei nostri conti pubblici, è una questione che ha suscitato negli ultimi mesi aspre polemiche politiche, anche tra i partiti maggiori: il Pd, per esempio, ha presentato una mozione per l’abolizione, e dal Pdl, il coordinatore Denis Verdini insieme a Gabriella Giammanco ha avuto parole in forte senso abolizionista. “Fosse per me la abolirei”. Un problema che anche il Segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, ha avuto modo di riconoscere: "Il problema dell'Ici è un problema particolare, da studiare e da approfondire – ha detto l'alto prelato - pur tenendo conto del fatto che la Chiesa fa la sua parte e opera quotidianamente a favore delle fasce più deboli della popolazione”.

Nel 1992 quando venne introdotta l'Ici dal governo Amato, essa fu esclusa per tutti gli immobili ecclesiastici che ospitassero attività considerate "particolarmente meritevoli". Un’ espressione, quest’ultima, piuttosto imprecisa che portò nel 2004 a una sentenza della Corte di Cassazione che stabilì che l'esenzione sarebbe dovuta spettare solo alle unità all'interno delle quali si svolgesse “un'attività effettivamente meritoria e legata al culto”. L’anno successivo, poi, il governo Berlusconi con legge interpretativa ha riportato la questione alla situazione precedente la sentenza della suprema Corte, e nel 2006 il governo Prodi, pur reintroducendo dei limiti all’esenzione, di fatto lasciò la situazione ancora priva di definizione precisa, parlando di “esenzione limitatamente agli immobili non esclusivamente commerciali”. Una ambiguità che ora, pur tra le polemiche sicure, potrebbe risolversi con l’emendamento proposto da Monti che decida chi e cosa deve pagare e chi e cosa sia esente.