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Fink (BlackRock): "Dalla transizione green possibile crescita del Pil del 25% in 20 anni"

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Fink (BlackRock):
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L'intervento del CEO di BlackRock durante la conferenza sul clima di Venezia: "Mai vista una trasformazione del genere in 40 anni di carriera nella finanza"

La più profonda trasformazione mai vista in 40 anni di carriera. Parola di Larry Fink, Ceo di BlackRock, che ha definito così il trend degli investimenti sostenibili. "Siamo solo all'inizio, le strategie di investimento sostenibile a livello globale hanno registrato flussi in entrata per quasi 400 miliardi di dollari nel 2020 e possono crescere a velocità doppia quest'anno", ha detto il numero uno di BlackRock durante la conferenza internazionale sul clima a Venezia.

EFFETTI SUL PIL

L'impegno di BlackRock nel sostenere la transizione verso un mondo a emissioni zero è noto, e nel corso dell'evento dello scorso fine settimana Fink, che guida il più grande asset manager al mondo, con circa 9.000 miliardi di dollari in gestione, ha ribadito con forza il concetto. "La transizione climatica sta avvenendo a un ritmo più elevato del previsto - ha detto Fink - e potrebbe portare fino al 25% in più di crescita cumulativa del Pil nei prossimi due decenni e rappresenta un'opportunità di investimento da almeno 50 trilioni di dollari".

PIÙ TRASPARENZA

Inoltre, Larry Fink ha lanciato un appello alle grandi aziende globali. Finora, ha spiegato, il cambiamento ha riguardato soprattutto i mercati finanziari e le società quotate, ma secondo il numero uno di BlackRock ciò non è ancora sufficiente. Bisogna coinvolgere nel cambiamento anche le società non quotate e soprattutto quelle che fanno parte della catena di fornitura e lavorano per le grandi aziende globali. In sostanza, Fink chiede di controllare in modo severo anche le emissioni "indirette", cioè l'inquinamento che non è direttamente controllato dall'azienda.

POLIZIA DELLE EMISSIONI

"Le grandi aziende quotate - ha detto Fink a Venezia - sono chiamate ad essere una sorta di polizia delle emissioni, pronte anche a tagliare finanziamenti e commesse alle piccole aziende che non si sono impegnate abbastanza per ridurre le proprie emissioni". Tutto questo, ha concluso Fink, tenendo bene a mente che un atteggiamento del genere potrebbe avere ripercussioni per le grandi aziende, che rischierebbero di essere accusate di penalizzare le società più piccole.

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