Finmeccanica, trenta mesi di inchiesta

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Sulla vicenda Finmeccanica, l'ultimo a parlare oggi è stato il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola. Con parole di massimo supporto all'azienda, perchè "l'Italia ha bisogno di una Finmeccanica forte, quindi io sono dietro a Finmeccanica per una azienda forte". Il commento fatto ai giornalisti è una ferma posizione del governo nei confronti dell'azienda e risponde alle voci di un possibile ricambio dei vertici dopo il coinvolgimento del presidente e amministratore delegato Giuseppe Orsi nell'inchiesta giudiziaria dell'azienda.

Un'inchiesta che ormai è agli onori delle cronache giudiziarie dal maggio 2010 e che ha visto coinvolti  vertici dell'azienda ed esponenti del mondo della politica, tra cui l'ex ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. Le indagini, portate avanti in parallelo su fioni differenti dalla Procura di Roma e di Napoli, vedrebbero l'ex ministro iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di corruzione internazionale, per un tentativo di mediazione nell'affare sulle forniture Finmeccanica in Brasile. Un affare da 5 miliardi di euro per il quale Scajola avrebbe chiesto l'11% per una "commissione". Per lo stesso motivo è stato arrestato, lo scorso 23 ottobre, il senior advisor della società nonchè ex direttore commerciale, Paolo Pozzessere.

L'ultima notizia arriva a poche ore dall'inizio del cda della società controllata dal Ministero del Tesoro e riguarda il rifiuto di dimissioni da parte di Orsi. Indagato per corruzione internazionale, su di lui gravano anche pesanti intercettazioni circa le modalità di "sostituzione" del direttore generale Alessandro Pansa. Le indagini su Orsi erano iniziate nel maggio 2012 per motivazioni ben diverse: secondo la testimonianza dell'ex responsabile alle comunicazioni della società, Lorenzo Borgogni, Orsi sarebbe stato messo ai vertici per volere della Lega Nord, che avrebbe incassato in cambio 10 milioni di euro in seguito ad un contratto di fornitura di 12 elicotteri Augusta Westland all'India da 51 milioni di euro. Nella lista delle persone "aiutate" da Orsi, spunta anche il nome dell’ex moglie dell’attuale ministro dell’Economia Vittorio Grilli.

Una vicenda giudiziaria che passo dopo passo prende forme e pieghe differenti dal ramo centrale, quando nel 2010 il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e i pm Giovanni Bombardieri e Francesca Passaniti iniziarono ad indagare sul colosso italiano dell'aerospazio partendo dall'inchiesta su Fastweb e Telecom Italia Sparkle, nell'ambito della quale le due società furono accusate di riciclaggio di 2 miliardi di euro per una falsa fatturazione di servizi telefonici a società inesistenti. Mente del progetto, l'imprenditore romano Gennaro Mokbel e il senatore Pdl Nicola Di Girolamo. Proprio attraverso alcune loro telefonate intercettate, nell'affare spuntano nomi di veritici e figure importanti della società. Tra questi, Lorenzo Cola, consulente personale dell'allora presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini e di sua moglie, nonchè amministratore delegato di Selex, Marina Grossi. L'accusa è di concorso in riciclaggio aggravato nell'affare da sette milioni e mezzo di euro versati dal gruppo di Gennaro Mokbel per l'acquisto del 51% della società Digint srl.

Il nome di Finmeccanica ricompare anche nell'inchiesta Enav sui fondi utilizzati illegalmente dalla società: nel 2011 viene arrestato l'Ad Guido Pugliesi, sostituito da Orsi. Le dimissioni di Guarguaglini sullo scandalo degli appalti neri portano Orsi a investire a fine 2011 anche la carica di presidente.

Nel frattempo, fonti vicine alla società parlano di una situazione finanziaria preoccupante, a seguito dell'ultimo scandalo che la vede coinvolta: nei primi sei mesi - secondo Il Sole 24 Ore "i ricavi sono diminuiti del 5% a 8.027 milioni, l'indebitamento finanziario netto consolidato a giugno era salito a 4.656 milioni, 467 milioni in più di 12 mesi prima". Molti quindi si aspettano entro stasera un ricambio dei vertici, per garantire una boccata d'ossigeno all'azienda.