Italia markets close in 6 hours 32 minutes
  • FTSE MIB

    26.658,84
    -402,56 (-1,49%)
     
  • Dow Jones

    34.265,37
    -450,03 (-1,30%)
     
  • Nasdaq

    13.768,92
    -385,08 (-2,72%)
     
  • Nikkei 225

    27.588,37
    +66,11 (+0,24%)
     
  • Petrolio

    85,24
    +0,10 (+0,12%)
     
  • BTC-EUR

    30.559,21
    -1.377,72 (-4,31%)
     
  • CMC Crypto 200

    792,60
    +549,93 (+226,61%)
     
  • Oro

    1.842,10
    +10,30 (+0,56%)
     
  • EUR/USD

    1,1329
    -0,0026 (-0,23%)
     
  • S&P 500

    4.397,94
    -84,79 (-1,89%)
     
  • HANG SENG

    24.656,46
    -309,09 (-1,24%)
     
  • Euro Stoxx 50

    4.169,79
    -59,77 (-1,41%)
     
  • EUR/GBP

    0,8372
    +0,0006 (+0,07%)
     
  • EUR/CHF

    1,0324
    -0,0010 (-0,09%)
     
  • EUR/CAD

    1,4268
    -0,0001 (-0,00%)
     

Fipe: senza cassa Covid a rischio altri 50mila posti di lavoro

·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 11 gen. (askanews) - "Se il Governo non interverrà con una proroga degli ammortizzatori Covid sono a rischio altri 50mila posti di lavoro solo nel settore dei pubblici esercizi". Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi lancia l'allarme e lo fa insieme alla sua associata Aigrim - associazione delle imprese di grande ristorazione e servizi multilocalizzate, in seguito all'esaurimento degli effetti della Cassa integrazione Covid, scaduta lo scorso 31 dicembre e che, se non prorogata, rischia di generare gravi ripercussioni sulla tenuta occupazionale del settore, a fronte del perdurare delle difficili condizioni sanitarie causate dalla pandemia.

Migliaia di posti di lavoro a rischio, denuncia Fipe, con la conseguente dispersione delle competenze presenti nel comparto, già messo a durissima prova da due anni di pandemia. La richiesta di ulteriori 13 settimane di cassa Covid, riguarda soprattutto quelle attività che più di altre stanno subendo le conseguenze delle limitazioni e dall'incertezza creata dal risalire della curva dei contagi.

In particolare i pubblici esercizi presenti nelle città d'arte, colpiti dalla mancanza di turismo internazionale, alle attività di catering e banqueting, legate a cerimonie ed eventi, alla ristorazione collettiva, penalizzata anche dal massiccio ricorso allo smart working, e quella commerciale, svolta soprattutto lungo gli accessi turistici del Paese: aeroporti, stazioni ferroviarie, aree di servizio autostradali. A queste fattispecie si aggiunge la drammatica situazione delle discoteche e dei locali di intrattenimento ad oggi nuovamente chiuse, e le difficoltà delle sale gioco lecito, pesantemente colpite dalle misure di restrizione.

"Le catene della ristorazione in viaggio - aggiunge Cristian Biasoni, presidente di Aigrim - in particolare nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti, stanno soffrendo in modo particolare della recrudescenza della pandemia. Così come la ristorazione che beneficiava ampiamente dei flussi turistici. Inoltre, per la ripartenza dello smart working, anche i normali flussi dei pendolari si stanno riducendo notevolmente".

"La Fipe - conclude il presidente Lino Enrico Stoppani - chiede queste misure urgenti per evitare dolorose iniziative di legittima difesa che porterebbero a licenziamenti e a drastiche riduzioni di posti di lavoro, con gli annessi problemi sociali e le prospettive per un settore strategico per l'economia del Paese. È indispensabile, invece, preservare le competenze professionali del settore per consentire la ripresa delle attività in sicurezza quando questa fase critica sarà superata".

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli