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Fisco, Cisl: la riforma non si fa dibattendola sui giornali

Sen

Roma, 13 gen. (askanews) - "La riforma del fisco non la si fa dibattendola sui giornali o dandola già per acquisita come sta succedendo in questi giorni, ma attraverso trattative vere. E' arrivato il momento di uscire dagli annunci che corrono il rischio di creare confusione, facendo capire al Paese in che modo si intende intervenire su una delle priorità costituita dalla questione fiscale". E' quanto sottolinea il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga responsabile delle politiche fiscali.

"Diciamo questo - aggiunge - perché siamo consapevoli di rappresentare una quota importante dei 21 milioni di lavoratori dipendenti che pagano troppe tasse, contribuendo all'Irpef per 86,7 miliardi di euro rispetto al gettito complessivo di 157 miliardi (44 miliardi è l'imposizione fiscale sui pensionati). Siamo aperti a concertare seriamente una riforma del fisco nella quale l'operazione sul 'cuneo', che attende d'essere ancora definita attraverso il confronto, rappresenta solo il primo passo di un più ampio intervento". Il sindacalista della Cisl aggiunge che "nel Paese esiste una delicata questione salariale nel senso che i salari e gli stipendi sono troppo bassi anche perché sugli stessi grava un carico tributario esagerato. Rafforzare le buste paga sui lavoratori serve, dunque, perché accresce il reddito delle famiglie, ha un impatto sui consumi, sostiene la domanda e la crescita e, quindi, favorisce il superamento dell'attuale fase di stallo dell'economia. L'intervento sul cuneo fiscale sul lavoro dipendente dovrà preludere a una riforma fiscale basata sul rafforzamento della progressività e su una rimodulazione di aliquote, scaglioni e detrazioni determinando una riduzione della pressione tributaria per chi ha sopportato maggiormente i costi della crisi: lavoratori dipendenti e pensionati. La manovra di bilancio che individua una dotazione di 3 mld per il 2020 (prevedendo un intervento semestrale) e 5 mld annui a decorrere dal 2021 che secondo gli 'annunci' diventeranno 6, potrà ridurre le tasse ma in misura ancora limitata rispetto alle nostre aspettative".

"Date le risorse stanziate - conclude -, si tratterà di un primo passo che fornirà un beneficio che interesserà una platea limitata di lavoratori dipendenti, ancora da definire nel dettaglio, attraverso un atteso provvedimento normativo. E' importante, in tal senso, decidere velocemente a chi tagliare le tasse. Secondo le anticipazioni di stampa Il Governo sarebbe orientato ad intervenire sui lavoratori dipendenti oltre quelli del bonus Renzi e, quindi fra i 26.600 euro e i 35.000 . Si dovrà riflettere, inoltre, su come incrementare il vantaggio fiscale di coloro che sono fra 8174 euro e 24.600 (11,7 milioni di lavoratori) e su come estendere l'intervento verso i 40.000 €. Come si pone il tema delicato di quei lavoratori con un imponibile sotto gli 8.174 euro. Su questa fascia, abbiamo lavoratori particolarmente deboli rispetto ai quali occorre immaginare un intervento ridistributivo" conclude Ganga.