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Fisco, commercialisti a Conte: bene patto ma colpire veri evasori

Sen

Roma, 25 set. (askanews) - Bene un patto contro gli evasori fiscali, ma con tre accortezze. I commercialisti italiani scrivono una lettera al premier Giuseppe Conte in cui chiedono una vera lotta all'evasione, senza ulteriori oneri per i cittadini.

"Eccellentissimo Presidente - si legge nella lettera - Apprendiamo delle Sue dichiarazioni in merito ad 'un nuovo patto' degli italiani onesti contro gli evasori. Patto al quale aderiamo immediatamente, come cittadini e come professionisti del fisco. Le chiediamo, proprio in quanto conoscitori profondi della materia, e come cittadini memori dei numerosi analoghi patti proposti in precedenza, di voler adoperare almeno tre accortezze, per non ledere la fiducia dei cittadini nello Stato: 1) Si attui una vera lotta all'evasione, che non si trasformi, ancora una volta, nel mero inasprimento di tassazione dell'emerso, e che in particolare non si traduca in sempre crescenti oneri per cittadini, lavoratori autonomi ed imprese, che sostengono il nostro intero sistema economico. Si colpiscano finalmente i veri evasori, piccoli e grandi, avendo il coraggio di colpire anche chi usa, a proprio esclusivo ed indebito vantaggio, strumenti internazionali, come chi opera una concorrenza sleale nei confronti di imprese oneste e ligie agli adempimenti".

"2) Non si calpestino i diritti dei cittadini - proseguono i commercialisti -. L'introduzione di nuovi tributi, l'inasprimento delle regole di imposizione o anche la previsione di innovativi strumenti di riscossione, accertamento e controllo, siano sempre rispettosi dei principi sanciti dallo Statuto dei Diritti del Contribuente, baluardo irrinunciabile di uno Stato di diritto".

"3) Sia perseguito allo stesso modo lo sperpero di denaro pubblico, del tutto paragonabile all'evasione fiscale in termini di danno erariale ed equilibrio dei conti - concludono -. Si istituisca allora una Agenzia delle Uscite, come vi è l'Agenzia delle Entrate, che monitori e vigili la spesa pubblica, sanzionando gli abusi. Se lo Stato chiede rigore ai propri cittadini, per primo deve dimostrare di essere rigoroso con se stesso. Nella fiduciosa certezza che questi primi tre passi per porre in essere una effettiva compliance saranno accolti ed attentamente vagliati sia dall'Uomo di Stato che dal giurista, Le rappresentiamo la nostra piena disponibilità ad una fattiva collaborazione".