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Fisco: Meritocrazia Italia chiede revisione norma su confisca dei beni e condono

·2 minuto per la lettura

"Non ci sono né vinti né vincitori in un momento di forte instabilità economica. Pertanto anche una parola scomoda come quella del condono potrebbe essere una soluzione perseguibile. Dietro al condono non c’è solo il furbetto o il ricco evasore, c’è soprattutto povera gente e piccoli imprenditori che hanno investito la propria vita in attività che non sono riuscite a superare la fase della crisi. Non c’è moralismo che tenga rispetto alle ripetute crisi finanziarie che dal 2009 ad oggi hanno indebolito fortemente il quadro sociale del nostro Paese". Lo sottolinea in una nota "Meritocrazia italiana".

"Da mesi - aggiunge - si invocano misure di maggiore determinazione e una seria programmazione di medio e lungo periodo. Il decreto Sostegni è un primo passo, ma non basta a dare risposta alle attese di coraggio e alle speranze di chi crede ancora nella possibilità di ripresa. Per restituire concretezza al desiderio di recupero serve molto di più. La dovuta riorganizzazione economica e sociale non può essere affidata alle sole logiche dei sussidi, che si sono rivelate inadeguate ad alleviare gli affanni dei singoli e che per certo non sono idonee a reggere le iniziative necessarie per il rilancio delle attività. Del tutto inutili interventi settoriali, privi di visione e non rispondenti a prospettive di sviluppo sostenibile, digitalizzato e socialmente coeso".

"Le agevolazioni fiscali - sottolinea nella nota - a poco servono se non abbinate a una riforma di struttura del sistema di tassazione e a un rafforzamento delle misure antielusive. A poco servono senza aiuti effettivi al contenimento del rischio occupazionale e allo sviluppo delle imprese operanti nel territorio, con attenzione diversificata secondo le particolari difficoltà delle varie aree territoriali. Per questo, in linea con tutto quanto già proposto nei mesi scorsi, insiste, senza pretesa d’esaustività, sulla necessità di provvedere alla cancellazione delle cartelle esattoriali fino ai ruoli formatisi a tutto il 2019 e alla concessione di una generale pace fiscale per gli anni pregressi. Chiediamo inoltre di rivalutare gratuitamente tutti i beni di impresa al valore di mercato, anche se completamente ammortizzati, e consentire l’ammortamento totale sin dall’esercizio il cui avviene la rivalutazione, per generare un costo aziendale. C'è la necessità di programmare fin da ora una riforma fiscale ispirata a equità, ragionevolezza, trasparenza e chiarezza e di istituire nuove aree economiche speciali nella forma della Tax Free Zone.

"Inoltre - conclude la nota - chiediamo di cancellare nel cassetto fiscale il debito per la coobbligata quando sussistano fondati motivi di recuperare il credito sulla obbligata principale, cambiare totalmente la normativa sulla confisca per equivalente e ripensare il sistema degli ammortizzatori sociali e del reddito di cittadinanza, da mutare in ‘reddito di inserimento’ in unzione di recupero di una concreta politica e attività di avviamento al lavoro e con previsione di durata non superiore ai 18 mesi".

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