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Fisco: Meritocrazia Italia, 'il governo abbia coraggio'

·3 minuto per la lettura

"Il termine per la riorganizzazione del sistema fiscale è fissato in diciotto mesi. La legge delega prevede interventi in varia direzione, dalla revisione del sistema di riscossione dei tributi attraverso una fusione di poteri e compiti tra l’Agenzia Entrate riscossione e l’Agenzia delle Entrate, a un riordino delle imposte dirette con riduzione delle aliquote; dalla eliminazione degli ostacoli alla crescita delle realtà produttive più piccole, all’applicazione di un’unica aliquota proporzionale di tassazione dei redditi derivanti dallo svolgimento dell’attività d’impresa; ancora dalla semplificazione e razionalizzazione dell’IVA a un graduale superamento dell’IRAP; da una modernizzazione e revisione del catasto dei fabbricati ad una revisione delle addizionali Irpef". Così in una nota Meritocrazia Italia.

"Si chiede inoltre - continua la nota - , una nuova codificazione e una riorganizzazione delle norme attualmente vigenti dell’ordinamento tributario, al fine di garantire la certezza delle norme e la coerenza dell’intero sistema, e perché il sistema tributario risulti equo, affidabile e trasparente. Tanto però non è ancora chiaro. Nessun cenno è fatto allo Statuto dei diritti del Contribuente. Si rinvia ancora la riforma della Giustizia Tributaria. Si promuove un’efficace riforma del catasto, ma resta una contraddizione nel fatto che si ribadisce che non servirà come base imponibile per le imposte su base catastale".

"Non si parla di rottamazione quater - prosegue la nota - , né di ulteriore dilazione dei pagamenti. Non si parla di riduzione delle imposte con un calo effettivo della pressione fiscale, bensì solo di spostamento dell’imposizione. Meritocrazia Italia è intervenuta più volte sul tema della riforma fiscale e della riforma della Giustizia tributaria, chiedendo interventi coraggiosi, che vadano effettivamente ad incidere positivamente sui contribuenti e sul bilancio dello Stato".

"Ha già condiviso le proprie proposte per la ristrutturazione. Tra gli obiettivi - spiega Meritocrazia Italia -, la crescita dell’economia attraverso l’aumento dell’efficienza della struttura delle imposte e la riduzione del carico fiscale sui redditi derivanti dall’impiego dei fattori di produzione, la razionalizzazione e semplificazione del sistema tributario anche con riferimento alla riduzione degli adempimenti ed eliminazione micro-tributi, la conservazione della progressività del sistema tributario, e la riduzione dell’evasione e l’elusione fiscale".

"Da ultimo, con il comunicato dello scorso 28 settembre, Meritocrazia tornava a chiedere tregua per i cittadini, con scelte di maggiore coraggio. Per non mortificare ogni possibilità di ripresa, occorre una defiscalizzazione certa e costante. Tra le proposte già avanzate - rimarca Meritocrazia Italia -: - la rateizzazione a 120 mesi senza stringenti requisiti e a 180 mesi per le cartelle sospese da marzo al 31.12.2020; - la dilazione della rottamazione-ter per ulteriori 5 anni anche per i contribuenti già decaduti; - l’introduzione di una rottamazione-quater, con dilazione a 10 anni, su cartelle esattoriali affidate fino al 31.12.2020, con eliminazione di sanzioni e interessi e riduzione percentuale al 50% anche delle imposte dovute, aperta a tutte le imprese che dichiarano fatturati sino a 10 milioni di euro ed a tutti i privati con redditi annuali inferiori a 50.000 euro; - l’applicazione della rottamazione-quater anche agli avvisi bonari emessi sino al 31.12.2020; - la rottamazione totale per le cartelle esattoriali con importi fino a 10.000 euro ed affidate entro il 31.12.2018; - la rottamazione totale per le cartelle esattoriali con importi fino a 100.000 euro e blocco del cassetto fiscale per almeno tre anni per le aziende che dimostrano di avere un credito non riscosso superiore a 10.000 euro verso la pubblica amministrazione".

"Si insiste ancora sulla necessità di istituire una Agenzia delle Uscite - conclude la nota -, che regolamenti i ritardi dei pagamenti della Pubblica Amministrazione, dando effettività anche alla tutela del creditore dello Stato".

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