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##Flop Bce su coronavirus, Lagarde inciampa su spread poi corregge -3-

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Roma, 12 mar. (askanews) - Un primo aspetto che potrebbe aver deluso le aspettative è nella portata dell'aumento del Qe. Da 20 ad appena 33-35 miliardi di euro al mese, laddove prima del direttorio erano circolate ipotesi che parlavano di un raddoppio se non di un aumento a 50 miliardi di euro al mese. Il rischio, avvertivano gli analisti, era quello di mettere in campo misure che non sarebbero sate lette come sufficienti, peggiorando il quadro allarmistico, come poi è avvenuto.

Lagarde ha più volte giustificato le scelte fatte, spiegando che nessuno si può attendere che sia la Bce a fare da prima linea in riposta ala crisi, che questo spetta ai governi e che si attende che lo facciano all'Eurgruppo di lunedì. Perché le misure che hanno finora messo in campo tutte assieme equivalgono ad un misero 0,25% del Pil dell'area euro.

Ma poi è arrivato il vero scivolone sull'Italia. Sulla crisi da coronavirus "ci saremo usando tutta la flessibilità, ma non siamo qui per chiudere gli spread", ha avvertito Lagarde. "Questa non è la funzione né la mission della Bce, ci sono altri strumenti e altri attori per interventi su questi aspetti".

Apriti Cielo. Questa presa di posizione, in riposta a una domanda, da parte di chi presiede l'istutuzione che ha in mano il più potente strumento di intervento contro gli spread, l'Omt - mai attivato e che presuppone un programma di correzione del Paese con la Troika, ma è pur sempre uno strumento della Bce e che è stato fondamentale per sperare l'eurocrisi - è stata devastante. La presidente della Bce è sembrata sconfessare uno de più importanti "Bazooka" in suo possesso.(Segue)