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Florentino Perez: "Ecco perché è nata la Superlega. Salverà il calcio dalla crisi! Roma e Napoli? Vi spiego"

Stefano Bertocchi
·4 minuto per la lettura

"I club più importanti di Inghilterra, Italia e Spagna devono trovare una soluzione a una situazione molto complicata che stanno attraversando". Ospite a El Chiringuito TV, Florentino Perez, numero uno del Real Madrid, uno dei 12 club fondatori della Super League, spiega così la rivoluzione in atto nel mondo del calcio:

"Complessivamente, questi club hanno perso 5 miliardi. Soltanto il Real Madrid, ad esempio, ha perso 400 milioni. Quando non ci sono introiti oltre ai diritti tv, il modo per ottenere profitti è rendere le partite più attraenti. Per questo abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto: siamo arrivati alla conclusione che facendo una Super League durante la settimana, anziché giocare la Champions League, saremo in grado di alleviare le perdite".

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"Sono entrato nel calcio nel 2000 e bisogna evolversi - ha continuato Perez -, come accade per le persone, le società, i social network. Anche il calcio deve adattarsi ai tempi in cui viviamo, si stava perdendo l'interesse per questo sport. Tanti giovani non sono più interessati, il pubblico diminuisce. E con la pandemia, siamo tutti rovinati. Bisognerebbe analizzare perché i giovani dai 16 ai 24 anni non hanno più interesse per il calcio. La televisione dovrebbe cambiare per adattarsi ai tempi: ci sono tante partite di scarso interesse e i ragazzi hanno altre piattaforme. Il calcio è un fenomeno globale e abbiamo fan in tutto il mondo, abbiamo capito che dobbiamo cambiare qualcosa per rendere questo sport più attrattivo per tutti".

Ma a chi è venuta l'idea della Superlega? "A tutti noi - sottolinea ancora Florentino -. La abbiamo pensata come alternativa alla Champions League, che stava perdendo interesse. Già nel 1950 accadde lo stesso con Santiago Bernabeu che si oppose alla creazione della Coppa dei Campioni e poi cambiò il calcio. L'attrazione di questo torneo è la competitività, giochiamo tra grandi. Un Real Madrid-Manchester o un Barcellona-Milan è più attrattivo di una partita contro una squadra più modesta come accade in Champions League. Abbiamo tifosi in tutto il mondo e il mondo ci chiede questo. Arriveranno dei soldi che saranno per tutti, è una piramide. Non lo faccio per salvare il Real, ma per salvare il calcio. Questo sport è in un momento critico e tutto quello che faccio è per il bene del calcio. I soldi che verranno generati da queste partite saranno ridistribuiti a tutto il calcio. Se noi generiamo profitti, ne beneficiano tutti, anche quelli che stanno più in basso perché compriamo i loro giocatori. La Superlega non sarà una competizione chiusa, crediamo nei meriti sportivi e per questo abbiamo lasciato 5 posti liberi. 15 squadre generano valore per le TV, altre 5 arrivano per il merito".

Perez non si dice preoccupato sulle minacce della Uefa tra Nazionali ed imminenti esclusioni dalla coppe: "I giocatori della Superlega possono stare tranquilli - ha chiarito Perez -, il divieto di giocare con le Nazionali non si concretizzerà. L'esclusione dalla Champions? No. Né il Real, né il Manchester City verranno esclusi dalla Champions, è sicuro. E per quanto ci riguarda, nemmeno dalla Liga. La Uefa non ha una buona immagine, io non vorrei parlare di cose che sono capitate nell'Uefa ma devono essere aperti al dialogo e non minacciare. Hanno presentato un format che non capisce nessuno: dicono di iniziare nel 2024, ma nel 2024 saremo morti. Ci sono società che hanno perso centinaia di milioni. Agnelli? Il presidente della Uefa non può rivolgersi in questo modo a un presidente di un club storico e centenario come Agnelli, è un atteggiamento impresentabile".

In chiusura, un dettaglio sulle squadre partecipanti: "Il Paris Saint-Germain al momento non è stato invitato, così come le due tedesche. Il Bayern? È uscita questa cosa, non so perché, secondo cui per giocare nella Superlega avremmo lasciato i campionati. Ma nessuno ha intenzione di lasciare i campionati. I campionati sono il pilastro di tutto Come detto, 15 squadre saranno fisse e giocheranno tra loro ogni settimana, sono le squadre che portano soldi ed è il più grande spettacolo. Poi 5 club saranno variabili. Potrà esserci il Napoli, così come la Roma. Se non sarà un anno, magari sarà quello dopo. Ma per il momento siamo solo tre Paesi e non sappiamo quale criterio adotteremo. La Champions ormai attrae solo dai quarti, il resto interessa poco. Si gioca contro squadre modeste che non hanno appeal. Quando avremo i soldi, li distribuiremo perché crediamo nella solidarietà e nei valori".

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