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Fmi alza stime su Italia (Pil 2021 +5,8%) ma lima crescita globale

·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 12 ott. (askanews) - Notizie incoraggianti per l'Italia dal Fondo monetario internazionale, un po' meno per l'economia globale. L'istituzione di Washington ha nuovamente rivisto al rialzo le previsioni di ripresa economica dell'Italia di quest'anno, ora stima un rimbalzo del 5,8% del Pil dopo il crollo dell'8,9% accusato nel 2020 dei primi lockdown. Il dato, contenuto nel World Economic Outlook, diffuso in occasione delle assemblee autunnali con la Banca Mondiale, è di 0,9 punti più elevato delle stime precedenti, risalenti a luglio. Sul 2022, invece, è confermata la previsione su un ulteriore più 4,2% del Pil.

"La ripresa globale prosegue, ma ha perso slancio, frenata dalla pandemia" e dalla diffusione della variante Delta che sta rallentando il ritorno alla normalità", avverte il Fmi che ha invece ritoccato al ribasso le previsioni di crescita economica globale di quest'anno, al più 5,9% dopo il crollo del 3,1% causato nel 2020 dalla crisi pandemica. La stima di crescita 2022 è stata invece confermata al più 4,9%.

"Complessivamente i rischi sulle prospettive economiche sono aumentati" e i fattori di cui tenere conto nelle politiche sono diventati più complessi. L'editorale, firmato dalla capo economista Gita Gopinath, rileva come la limatura delle stime nasconda "revisioni al ribasso marcate su alcuni paesi".

Secondo il Fmi i nuovi focolai di Covid che si sono creati in alcuni snodi critici delle catene di approvvigionamento globali hanno causato penurie superiori al previsto, spingendo ulteriormente l'inflazione in molti paesi. E gli impedimenti all'attività nei settori in cui i contatti interpersonali sono intensi hanno causato un ritardo rilevante del recupero del mercato del lavoro rispetto al Pil in molti paesi.

Inoltre "la pericolosa divergenza nelle prospettive economiche tra paesi resta una grande preoccupazione", prosegue il Fmi. L'istituzione imputa queste divergenze alle disparità nelle campagne di vaccinazione, mettendo nel mirino le popolazioni dei paesi a basso reddito dove il 96% del totale non è stato inoculato con i vaccini sperimentali anti coVid.

Ed è proprio sulla campagna di vaccinazioni sperimentali in Africa che ora puntano con sempre maggiore decisione Fmi e Banca Mondiale, sostenute da Oms e Wto. Secondo il capo della Banca Mondiale, David Malpass persiste "un gap tra le donazioni di vaccini dei Paesi ricchi e le forniture effettive negli Stati che le dovrebbero ricevere, in particolare in Africa". Quindi i Paesi donatori, ha fatto capire, dovrebbero cercare di "controllare" che le loro donazioni vengano effettivamente utilizzate.

Ma anche sull'Italia, non tutte le notizie sono positive. Secondo il Weo dal 9,3% cui si è attestato nel 2020, il tasso di disoccupazione salirà al 10,3% sulla media di quest'anno e all'11,6% il prossimo. E il deficit di Bilancio, che nel 2019 si era ridotto all'1,6% del Pil e che nel 2020 era balzato al 9,5%, quest'anno salirà ancora toccando un massimo storico del 10,2%. Nel 2022 dovrebbe poi smorzarsi al 4,7% del Pil e più a lungo termine, nel 2026 ridursi al 2,4% del Pil.

Il debito pubblico intanto, che prima della crisi pandemica e della distruzione di valore da lockdown si attestava al 134,6% del Pil (dato 2019), e che era lievitato al 155,8% lo scorso anno, segnerà solo una limatura al 154,8% del Pil sul 2021, per poi iniziare a moderarsi in maniera più consistente al 150,4% nel 2022. Più a lungo termine, nel 2026 dovrebbe scendere al 146,5% del Pil.

Tornando al quadro globale, il Fmi sostiene che se evitare il protrarsi della pandemia resta la priorità, bisogna anche fronteggiare l'altra grande emergenza messa in rilievo dai leader globali: il surriscaldamento del clima, che bisogna cercare di rallentare.

Peraltro, i margini di bilancio si stanno assottigliando in molti Paesi e se "le spese sanitarie devono restare prioritarie, sussidi e rimborsi devono diventare più mirati, rafforzandoli con riqualificazioni e sostegni al ricollocamento".

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