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Fmi avverte l'Italia: "Rischi con politiche fiscali poco credibili"

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In paesi "come l'Italia, il forte legame fra banche e debito sovrano potrebbe avere ripercussioni sulla fiducia e portare a tensioni sui mercati finanziari, nel caso in cui la credibilità delle politiche fiscali a medio termine venga messa in discussione". E' il monito del Fondo Monetario Internazionale in un rapporto sulle prospettive crescita nei paesi del G-20, prospettive sulle quali - si ricorda- pesano anche i rischi al ribasso legati a una Brexit senza accordo. 

Fra i paesi del G-20, sottolinea il Fondo, l'Italia è fra quelli che trarrebbero beneficio da "ulteriori sforzi per ridurre gradualmente il debito" ma il nostro paese è una di quelle economie che ha "poco o nessuno spazio fiscale". Il rapporto sottolinea che tra i paesi del G-20, "solo tre" - Australia, Germania, Corea - hanno margini di bilancio "sostanziali" per fornire ulteriore sostegno alla crescita, con "un sostegno aggiuntivo per la domanda interna". L'Italia invece condivide l'assenza di margini di bilancio con Argentina, Brasile, India e Sudafrica. 

L'analisi del Fondo evidenzia anche per il nostro paese "le rigidità strutturali nel mercato del lavoro" che rendono difficile anche il recupero del reddito per chi viene escluso, con un aumento delle diseguaglianze.  

Per la maggior parte delle economie più avanzate, peraltro, "le riforme del prodotto e del mercato del lavoro rimangono essenziali", aggiunge l'Fmi che auspica l'eliminazione - in Italia, ma anche in Francia, Germania e Giappone - di regolamenti eccessivamente restrittivi, anche per i servizi professionali. Per il nostro paese, infine, il fondo rinnova l'invito a sanare i bilanci e ad aumentare l'efficienza del settore bancario.