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Fmi: “Comparare tempo sui debiti pubblici con riforme strutturali”

·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 7 ott. (askanews) - "Comprare tempo", facendo capire ai mercati, con riforme strutturali, ad esempio sul fisco, che la stangata che oggi risulta poco proponibile e praticabile un domani, magari non troppo lontano, verrà invece attuata. In buona sostanza è questa la ricetta che il Fondo monetario internazionale suggerisce per risolvere il dilemma di fronte al quale si trovano molti governi: da una parte debiti pubblici saliti bruscamente, e quindi la necessità di procedere ad un percorso di risanamento, e dall'altra il persistere delle ricadute della crisi causata dai lockdown anti Covid, e quindi le spinte a mantenere forme di supporto all'economia.

Il tema viene affrontato nel capitolo 2 che viene anticipato dal Fiscal Monitor, il rapporto semestrale sulle finanze pubbliche che verrà presentato la prossima settimana in occasione delle assemblee annuali di Fmi e Banca Mondiale.

"Gli aiuti pubblici durante la pandemia hanno salvato vite e posti di lavoro - si legge -. Ma così come è stato appropriato, il sostegno pubblico ha causato maggiori necessità di finanziamento con associate vulnerabilità. Ed è probabile che i debiti pubblici restino elevati per molti anni".

"Ad esempio - prosegue il Fmi - per tornare ai livelli di debito pre pandemici servirebbero avanzi di bilancio primari superiori a quelli precedenti alla crisi per oltre un decennio. Un compito reso difficile non solo dalle spese legate alla crisi, ma anche dalle preesistenti pressioni dovute all'invecchiamento demografico, alle necessità di sviluppo o alle resistenze ad aumentare le entrate fiscali (cioè le tasse-ndr)".

Secondo l'istituzione di Washington, la tempistica appropriata per procedere alle riduzioni dei deficit dipenderà dalle condizioni specifiche dei singoli paesi, dalle situazioni "pandemiche", dalle vulnerabilità, dai rischi sull'economia e dalla qualità della spesa pubblica.

"Fortunatemente", nota ancora il Fondo, al momento le condizioni di finanziamento sono favorevoli e restano tali, nonostante l'accresciuta incertezza e i debiti più elevati (e alcune insolvenze di Paesi). "Tuttavia un brusco calo dei risparmi su scala globale o un improvviso aumento dei tassi di interesse avrebbe effetti avversi su economie vulnerabili, emergenti e di frontiera".

E qui si arriva al suggerimento: l'analisi contenuta nel Fiscal Monitor "sostiene che impegnarsi alla sostenibilità di bilancio con quadri credibili, un insieme di regole e istituzioni che guidino la politica di bilancio, può consentire di comprare tempo per rendere la stabilizzazione o la riduzione del debito meno dolorosa".

Secondo il Fmi, quando i creditori si fidano del fatto che i governi sono responsabili sulle politiche di bilancio diventa più facile finanziarie ampi debiti e sostenerne i costi di servizio. "I paesi con accesso ai finanziamenti - si legge - possono mantenere il supporto fiscale mentre si impegnano a futuri aggiustamenti".

Nei paesi che invece hanno un limitato accesso ai finanziamenti di mercato, la credibilità è comunque importante per avere delle prospettive economiche più prevedibili e così sostenere gli investimenti privati e la stabilità macroeconomica. "I governi possono segnalare il loro impegno alla sostenibilità in vari modi" e il Fmi cita "impegnarsi su riforme strutturali del fisco" oppure "adottare forti strutture di bilancio che implicano future riduzioni del deficit".

Infine, lo studio avverte che quadri di regole sui bilanci solidi dovrebbero cercare di raggiungere tre obiettivi chiave: "la sostenibilità", "la stabilizzazione delle economie" e, specialmente riguardo alle regole, "la semplicità". Lo stesso Fmi però ammette che centrare tutti e tre questi parametri è "impegnativo".

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