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Fmi: yuan in linea ai fondamentali, poche prove di manipolazione

A24/Spa

New York, 9 ago. (askanews) - Dopo giorni di silenzio, il Fondo monetario internazionale si è espresso sull'indebolimento dello yuan sui minimi del 2008 contro il dollaro, cosa che aveva portato l'amministrazione Trump a designare la Cina come un "manipolatore" di valuta.

L'istituto di Washington ha ribadito quanto aveva detto in passato schierandosi dalla parte di Pechino. Lo yuan, ha spiegato nell'analisi annuale dell'economia cinese, "è sostanzialmente in linea ai fondamentali economici" della nazione asiatica. E ci sono "poche prove di intervento" nei mercati valutari da parte della banca centrale cinese. A circa 3.200 miliardi di dollari, le riserve di valuta straniera in Cina "restano più che adeguate per permettere una continua transizione verso un tasso di cambio libero di fluttuare".

Pur riconoscendo il forte indebolimento dello yuan contro il dollaro, il Fondo sostiene che la valuta cinese sia "generalmente stabile contro un basket" di altre divise.

Il Fondo crede tuttavia che "una maggiore flessibilità del tasso di cambio e un migliore funzionamento dei mercati dei cambi aiuterebbero il sistema finanziario a prepararsi a una maggiore volatilità dei flussi di capitale". Inoltre, "una maggiore trasparenza della politica relativa ai tassi di cambio sarebbe a sua volta importante". La nota spiega che alcuni membri del board dell'Fmi vorrebbero sapere se e quando si verificano interventi nei mercati valutari.