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Focolai peste suina, Enpa: stop caccia e abbattimento cinghiali

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Image from askanews web site
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Roma, 10 gen. (askanews) - Sospendere l'attività venatoria e l'abbattimento dei cinghiali in tutta Italia. E' quanto chiede l'Enpa, Ente nazionale protezione animali, al ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, a causa dei focolai di peste suina africana che hanno riguardato il Piemonte e la Lombardia. Nel dettaglio, si tratta di un caso accertato di peste suina africana a Ovada, in provincia di Alessandria, e di altri due in attesa di conferma tra Piemonte e Liguria. Innocua per l'uomo, la malattia è altamente contagiosa fra maiali e cinghiali per i quali presenta un elevato tasso di mortalità.

Secondo l'Enpa si tratta di un allarme sanitario che potrebbe valicare i confini comunali e regionali. "E' ben noto - ricorda l'associazione - che la caccia rappresenta un veicolo pericoloso di diffusione della peste suina africana, con conseguenze gravissime e ripercussioni anche sugli allevamenti".

"Occorre prendere atto della gravità della situazione - dice Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa - anche in relazione al rischio che il contatto con le carni dell'animale potrebbe comportare. Il Governo deve riconoscere le proprie responsabilità: anziché promuovere una corretta gestione faunistica, tenta, ancor oggi, una deregulation in favore dei cacciatori. Con il pretesto dei presunti danni, la commissione Agricoltura della Camera, presieduta da Gallinella (M5s) si appresta a modificare la legge nazionale 157 del 1992, anziché applicandola correttamente, con il solo scopo - denuncia l'Enpa - di favorire il fronte venatorio con spari facili e calpestando ogni parere scientifico e ogni forma di prevenzione e seria politica".

Il sottosegretario alle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, chiede che "tutti i ministeri che hanno competenza sulla questione agiscano in modo coeso e sinergico per evitare che la Peste suina aricana colpisca i nostri allevamenti e causi pesantissimi danni economici a un intero settore".

"Non c'è più tempo da perdere - prosegue Centinaio - Servono norme adatte alla situazione attuale e le regioni devono essere nelle condizioni di attuare piani di gestione e controllo. Vanno prese misure che fermino il contagio e risolvano le criticità causate dai cinghiali da tempo denunciate da allevatori e associazioni di categoria: danni al settore primario, minaccia per la sicurezza stradale e rischi sanitari. Non possiamo permettere - ha detto - che a questo si aggiungano limitazioni all'export o speculazioni a danno del comparto suinicolo".

Ad oggi il decreto sulla peste suina, preparato nell'ottobre 2020, "risulta essere stato bloccato dalla volontà politica dell'ex ministro dell'Ambiente Sergio Costa", denuncia il responsabile del dipartimento Agricoltura di Fratelli d'Italia, Luca De Carlo.

Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura della Camera, propone di nominare un Commissario straodinario con pieni poteri per contrastare la peste suina e chiede di "dare una risposta forte, sicura e determinata: per questo invito il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il ministro per le Politiche agricole, Stefano Patuanelli, a prendere in seria considerazione la nostra proposta di nominare un Commissario straordinario con pieni poteri, personale e risorse dedicate affinché possa mettere in campo, senza indugio, le azioni di contrasto necessarie alla diffusione dell'epidemia". "Mi auguro che i ministri Speranza e Patuanelli portino con estrema urgenza e la dovuta importanza questa proposta in Consiglio dei ministri perché, come ritengo sia evidente a tutti, non abbiamo tempo da perdere", ha concluso.

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