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Fondi, la diversificazione perduta

Morningstar
·3 minuto per la lettura

La nozione secondo cui un portafoglio composto da azioni e obbligazioni abbassi il grado di rischio si scontra con l’evidenza empirica dei mercati. È una tendenza, questa, che prosegue da alcuni anni, ma il picco di volatilità vissuto l’anno passato col crollo dovuto al coronavirus, e il rally che ne è seguito, hanno aggravato notevolmente la situazione.

Un portafoglio finanziario, infatti, non deve essere giudicato solo dalle performance, ma anche dall’equilibrio che riesce a trovare tra rischio e rendimento nel lungo periodo. Un rapporto che, per sua natura, è precario e mutevole e che perciò deve essere periodicamente ricercato tramite l’attività di ribilanciamento degli investimenti.

Guardando le tabelle sottostanti si nota come le categorie Morningstar, azionarie e obbligazionarie, abbiano in generale aumentato la correlazione tra di loro nell’ultimo anno, fino a eliminare totalmente le correlazioni negative.

I comparti obbligazionari diversificati in dollari sono sostanzialmente gli unici che hanno garantito negli ultimi 12 mesi delle basse correlazioni con le categorie azionarie, seppur queste risultino decisamente in salita rispetto a quelle registrate a tre e cinque anni.

Da notare poi che anche questa categoria – assieme ad esempio ai titoli di Stato in euro – ha visto il proprio tasso di correlazione con gli altri gruppi di fondi a reddito fisso aumentare sensibilmente. Il rapporto tra i bond governativi in euro e le obbligazioni high-yield in dollari, ad esempio, è passato dallo 0,24 a cinque anni allo 0,77 a un anno.

Calcolare il coefficiente di correlazione del proprio portafoglio è un esercizio piuttosto complesso. Per avere un’idea di ordine generale, che comunque può già essere molto utile a evitare eventuali sovrapposizioni, abbiamo calcolato i coefficienti di correlazione delle 15 principali categorie Morningstar, a uno, tre e cinque anni, aggiornati al 31 dicembre 2020.

Per interpretare le tabelle si possono seguire i colori: più la casella tende al verde, più la correlazione sarà elevata; al contrario, più la casella tende al rosso, più il coefficente sarà negativo.

Le categorie oggetto dell’analisi sono le seguenti (i numeri corrispondono a quelli che appaiono nelle tabelle):

  1. Obbligazionari Corporate EUR

  2. Obbligazionari Diversificati EUR

  3. Obbligazionari Governativi EUR

  4. Obbligazionari High Yield EUR

  5. Obbligazionari Inflation-Linked EUR

  6. Obbligazionari Flessibili EUR

  7. Obbligazionari Diversificati USD

  8. Obbligazionari Paesi Emergenti

  9. Azionari Europa Large Cap Blend

  10. Azionari Area Euro Large Cap

  11. Azionari Giappone Large Cap

  12. Azionari USA Large Cap Blend

  13. Azionari Asia-Pacifico ex. Giappone

  14. Azionari America Latina

  15. Azionari Europa Emergente

Dati in euro al 31 dicembre 2020.

Fonte: Morningstar Direct

Il coefficiente di correlazione misura in che modo la performance di uno strumento influenza l’andamento di un altro: varia tra -1 e +1. Un coefficiente pari a 0 indica che non vi è alcuna correlazione tra i due fondi. Un coefficiente pari a 1 segnala che c'è una correlazione positiva perfetta, il che significa che i due strumenti si muovono assieme: se uno sale del 10%, lo fa anche l’altro e viceversa. Ovviamente, in caso di perfetta correlazione negativa (uguale -1) il rapporto è inverso: se il primo sale del 10%, il secondo perde il 10%.

Di Valerio Baselli

Autore: Morningstar Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online