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Fondi passivi, i migliori e i peggiori di settembre

Morningstar
·2 minuti per la lettura

Secondo i dati Morningstar, a settembre, tra il miglior fondo passivo (in termini di rendimento) e il peggiore ci sono circa 40 punti percentuali (prendendo in considerazione quelli registrati alla vendita in Italia ed escludendo i replicanti strutturati, cioè a leva o inversi).

Questi strumenti, essendo prodotti puramente passivi, riflettono nei loro movimenti l’evoluzione dei mercati, senza che la performance venga distorta dalle scelte (buone o cattive) di un gestore attivo.

Il mondo degli ETP

La Top 5 di aprile dei fondi passivi quotati in Borsa, cioè gli Exchange traded products (ETP), vede in cima uno strumento che replica il Bloomberg Lean Hogs Subindex, esposto ai contratti future sul prezzo del suino magro. Un mercato, questo, molto volatile e particolarmente influenzato dalla Cina (primo produttore e primo consumatore di carne suina al mondo), che in questo momento sta vivendo un rimbalzo nella domanda che a sua volta ha portato i prezzi al massimo da quattro mesi a questa parte.

Al secondo posto troviamo il fondo iShares esposto alle energie pulite, che nei primi nove mesi dell’anno ha guadagnato il 58,8%. Dopo anni piuttosto deludenti, infatti, il settore delle energie alternative sta sovraperformando il mercato in questo 2020, spinto anche da programmi ambiziosi come il Green Deal dell’Unione europea.

Chiudono la classifica degli ETF che hanno guadagnato di più nel mese di settembre tre replicanti del prezzo spot del palladio, passato da 56,8 a 64 euro al grammo il mese scorso. In realtà, al netto del crollo – già ampiamente recuperato – vissuto lo scorso marzo, il prezzo di questo metallo corre dall’agosto del 2018 (allora lievitava intorno ai 24 euro).

Da sottolineare come oltre il 60% della domanda mondiale di palladio arrivi dal settore dell’automobile, essendo uno dei componenti essenziali per le marmitte catalitiche dei motori a benzina, di gran lunga preferiti a quelli diesel in questo momento storico. Gli standard ecologici sempre più stringenti ai quali l’industria dell’auto è ormai costretta ad adeguarsi in gran parte del globo spingono la produzione verso motori (a benzina o ibridi) a emissioni sempre inferiori, che richiedono una maggiore quantità di palladio.

Tra i replicanti che hanno sofferto di più, invece, troviamo due prodotti esposti alle fluttuazioni dell’argento; dopo un rally che da luglio ha fatto guadagnare ai prezzi quasi il 30%, gli investitori hanno probabilmente deciso di prendere profitto.

Il mondo dei fondi indicizzati

Per quanto riguarda i fondi passivi non quotati (senza quindi la componente di trading intra-day), la Top 5 vede due comparti obbligazionari in euro a lungo termine e ben tre strumenti focalizzati sull’azionario giapponese. Clicca qui per leggere Giappone, nessuna rivoluzione in vista per il dopo Abe. Il mercato azionario russo, invece, guida La Flop 5.

Di Valerio Baselli

Autore: Morningstar Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online