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Fondi passivi, i migliori e i peggiori di ottobre

Morningstar
·3 minuto per la lettura

Secondo i dati Morningstar, a ottobre, tra il miglior fondo passivo (in termini di rendimento) e il peggiore ci sono circa 28 punti percentuali (prendendo in considerazione quelli registrati alla vendita in Italia ed escludendo i replicanti strutturati, cioè a leva o inversi).

Questi strumenti, essendo prodotti puramente passivi, riflettono nei loro movimenti l’evoluzione dei mercati, senza che la performance venga distorta dalle scelte (buone o cattive) di un gestore attivo.

Il mondo degli ETP

La Top 10 di aprile dei fondi passivi quotati in Borsa, cioè gli Exchange traded products (ETP), vede in cima ben due prodotti esposti al gas naturale, una commoditiy che dai minimi toccati a giugno di quest’anno ha ripreso a correre, rimabalzando del 23,2% negli ultimi tre mesi (in euro al 2 novembre 2020). Cosa sta guidando il rimbalzo dei prezzi? Principalmente, il calo della produzione, dovuto alla recessione economica e ai bassi prezzi del petrolio. Di conseguenza, la produzione di gas è diminuita mentre la domanda è rimasta sostanzialmente stabile rispetto all’anno scorso, perciò i prezzi sono aumentati di conseguenza.

Trainata dalla Cina – forse l’unica economia che crescerà nel 2020 – l’Asia emergente ha registrato un mese di ottobre più che positivo, vedasi anche il rimbalzo dei mercati azionari di Indonesia, Vietnam e Filippine.

Da segnalare poi la presenza di due replicanti tematici che guardano al futuro: il WisdomTree Battery Solutions UCITS ETF, quotato su Borsa Italiana lo scorso 4 marzo, il quale mira a fornire agli investitori esposizione sulla crescita della domanda e l’uso delle tecnologie di accumulo di energia e in particolare sulle batterie, e il Lyxor MSCI Future Mobility ESG Filtered (DR) UCITS ETF, lanciato a maggio 2020, e che replica un paniere di titoli azionari che dovrebbero ottenere ricavi significativi da temi relativi alla mobilità futura, come i veicoli elettrici e i loro componenti e materiali, i veicoli autonomi e le tecnologie correlate, i nuovi metodi di trasporto delle persone e delle merci, le tecnologie di stoccaggio dell’energia, la mobilità condivisa e le società minerarie e metallurgiche coinvolte nella produzione di batterie. Clicca qui per leggere ETF tematici, il gioco vale la candela?

Tra i replicanti che hanno sofferto di più, invece, troviamo l’Europa emergente, in particolare il mercato azionario polacco, oltre che quello turco. Male anche il settore tecnologico e quello dell’intelligenza artificiale.

In ottobre, infine, il petrolio ha registrato il più grande calo mensile dal mese di marzo, a seguito delle rinnovate misure di contenimento che si stanno moltiplicando al fine di gestire la seconda ondata di Coronavirus e che stanno di fatto minacciando di soffocare sul nascere la traballante ripresa della domanda.

Il mondo dei fondi indicizzati

Per quanto riguarda i fondi passivi non quotati (senza quindi la componente di trading intra-day), la Top 5 vede due fondi azionari cinesi e tre comparti esposti ai mercati emergenti globali. L’economia cinese ha infatti allungato il passo nella fase post Covid-19, segnando nel terzo trimestre del 2020 un Pil in crescita annua del 4,9%, in aumento sul 3,2% dei tre mesi precedenti (anche se meno del 5,2% atteso dagli analisti). La Cina è comunque l’unico paese indicato dal Fondo monetario internazionale in crescita nel 2020, a +1,9% secondo le stime di ottobre.

Il mercato azionario russo, strettamente legato al settore petrolifero, guida invece La Flop 5, che vede anche quattro fondi esposti alle azioni della zona euro.

Di Valerio Baselli

Autore: Morningstar Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online