Fondi pensione, ecco il vademecum

Possono essere chiusi o negoziali, aperti o individuali. Hanno diverse fonti di finanziamento e tassazione, ma non sono ancora abbastanza conosciuti. Di cosa stiamo parlando? Se non avete ancora capito la risposta a questa domanda, eccovi un ulteriore suggerimento: Tfr (Trattamento di fine rapporto). A questo punto per chi si è arreso e per quelli che vogliono saperne di più possiamo dire che la soluzione è… fondi pensione! Ebbene sì, si tratta proprio dei principali strumenti per realizzare la previdenza complementare in Italia.
In pratica, attraverso un fondo, il lavoratore volontariamente investe nel corso dei suoi anni di attività parte del risparmio in modo da avere un introito da aggiungere alla pensione pubblica garantita dallo Stato. E’ un’opportunità, che prevede una serie di agevolazioni fiscali, che, secondo gli esperti della materia, dovrebbe consentire anche ai giovani di avere una pensione complessivamente pari a circa l’80 per cento dell’ultima retribuzione. Un traguardo sociale sempre più difficile da raggiungere.

Dopo il passaggio, previsto dalla riforma dell’attuale ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Elsa Fornero, dal sistema retributivo, che calcolava l’assegno previdenziale sulla base della media della retribuzione degli ultimi 10 anni, a quello contributivo, cioè l’importo della pensione viene calcolato sui contributi effettivamente versati nel corso della vita lavorativa, infatti, l’età del meritato riposo si è allungata sempre di più. Chi ha iniziato da poco a lavorare o si appresta a farlo deve mettere in conto che potrebbe ricevere la pensione intorno ai 70 anni. Del resto è questo uno dei modi più diretti che lo Stato ha individuato per ridurre l’impatto sempre più rilevante del sistema previdenziale sulla spesa pubblica. L’altro, che dovrebbe viaggiare in parallelo al primo, è proprio incentivare i fondi pensione. L’obiettivo è scaricare sempre di più sul privato il pesante fardello previdenziale.

I fondi pensione, inseriti nel contesto della previdenza complementare, sono stati regolamentati per la prima volta nel 1993 con un apposito Decreto legislativo (n. 124 del 21 aprile 1993), ma la svolta è arrivata solo nel 2005. Quell’anno, infatti, la riforma ancora in vigore, che non si applica ai dipendenti del pubblico impiego, ha individuato diverse tipologie di fondi pensione. Vediamole meglio nel dettaglio.

Fondi chiusi o negoziali.
Il costo di gestione è il più vantaggioso. Sono istituiti dai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavori nell’ambito della contrattazione nazionale, di settore o aziendale. A questa tipologia appartengono anche i fondi pensione cosiddetti territoriali, istituiti cioè in base ad accordi tra datori di lavoro e lavoratori appartenenti a un determinato territorio o area geografica. Questo tipo di Fondi, oltre al Tfr dei lavoratori possono raccogliere ulteriori versamenti effettuati sia dai lavoratori sia dai datori di lavoro. L’adesione a questi Fondi, tuttavia, non obbliga a versamenti ulteriori, in aggiunta al Tfr.

Fondi aperti.
Il costo medio di gestione è dell’1,9 per cento all’anno per 3 anni di sottoscrizione, dell'1,4 per cento per 10 anni e dell’1,2 per cento per 35 anni. Sono forme pensionistiche complementari istituite da banche, imprese di assicurazione, Società di gestione del risparmio (Sgr) e Società di intermediazione mobiliare (Sim). Questi fondi possono essere scelti per la destinazione del TFR da tutti i lavoratori. Il patrimonio dei Fondi resta comunque separato da quello della società che l'ha istituito, in modo da salvaguardare il credito dei lavoratori. Anche in questo caso l'adesione non obbliga a versamenti ulteriori, in aggiunta al Tfr.
Pip (Piani individuali Pensionistici). Il costo di gestione è il meno vantaggioso (circa il 2 per cento annuo per 35 anni di sottoscrizione). In genere sono creati dalle imprese di assicurazione attraverso polizze assicurative sulla vita con finalità previdenziali. Anche in questo caso il patrimonio dei PiP resta separato da quello della compagnia di assicurazione che l’ha istituito.

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IL GLOSSARIO DELLA PREVIDENZA


Fondo pensione aperto
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