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Foodtech, i colossi del cibo chiedono aiuto alle startup per evolversi

(Photographer: Luke Sharrett/Bloomberg)

Innovare per aumentare i ricavi. I numeri sono positivi: i ricavi dell’industria dei dolci cresceranno fino al 2022, al ritmo di +3,4% ogni anno, secondo i dati del centro studi statunitense Allied Market Research, raggiungendo quota 232 miliardi di dollari.

Parola d’ordine: innovare

Le aziende devono puntare sull’innovazione dei prodotti, trovando nuove combinazioni di gusti, fragranze e sapori, e scartando lo zucchero. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, infatti, entro il 2020 il 73% delle morti sarà causato da diabete, ictus e infarti.

Come cambia lo snack

Secondo Nielsen, l’industria dello snack registra “una rara storia di crescita globale” e nel 2017 ha totalizzato 3,4 miliardi di dollari di vendite. “Le società devono aggiustare di continuo i loro piani di azione per centrare questi fiorenti bisogni dei consumatori”.

Le startup foodtech

In futuro le startup del segmento foodtech diventeranno sempre più strategiche. L’esempio è la società già quotata a Wall Street, Beyond Meat, che produce alternative vegetali alla carne e in pochi giorni ha triplicato il valore delle sue azioni alla Borsa americana.

Le mosse dei giganti

Mondelez, multinazionale statunitense che produce Oreo, Mikado, Toblerone e Milka, con 26 miliardi di fatturato nel 2018, ha creato un polo dell’innovazione, Snack Futures, per tenere i suoi piani aziendali al passo con i tempi. Tra marzo e aprile ha anche acquistato una quota di minoranza di Uplift, una startup statunitense che produce alimenti probiotici, e in Hu, che sforna snack salutistici, con materie prime lavorate al minimo. Snack Futures funziona come un fondo di investimento interno, come hanno già fatto altri giganti come Nestlé, Mars, Coca Cola, Campbell’s e Unilever.

In Europa

Nel Vecchio Continente gli investimenti nel foodtech, però, stentano a decollare. Nel 2018 i finanziamenti a startup del settore hanno totalizzato tra 750 milioni e un miliardo di euro nel 2018, il 40% in meno rispetto al 2017. Tra il 2014 e la prima metà del 2018, inoltre, il settore ha attratto il 16% degli investimenti globali, secondo i dati della società di consulenza francese Digital food lab, contro il 25% di peso nei consumi.

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