Forex trading: l'analisi dell'11 febbraio

EURUSD Inizio di settimana di contrattazione al rallentatore con volumi bassi. La vigorosa vendita EUR/USD ha subito una battuta di arresto a 1,3353 posizionando attualmente la coppia attorno alla vecchia zona di supporto. A nostro avviso la decelerazione ha portato un soffio di aria rigenerante all’indice RSI, ampiamente acquistato, e con altri indicatori tecnici rialzisti come l’indicatore MACD (saldamente sotto lo zero), auspichiamo di ricaricare le nostre posizioni lunghe. Alla luce di ciò, la rottura a 1,3356 (del 50% del livello Fibonacci per gen/feb) innesca a breve termine un movimento leggermente ribassista. Il primo livello di resistenza permane a 1,3431 (massimo 8 febbraio), 1,3690 / 1,3710 (massimo 27 settembre) e 1,3868 (massimo 9 dicembre). Il prossimo supporto si ubica a 1,3350 (minimo 8 febbraio), 1,3256 (base di dicembre), 1,3123 (media mobile 65 giorni e canale ascendente), 1.2931 (minimo 11 dicembre), 1.2878 (massimo di reazione 7 novembre). GBP/USD ha trovato acquirenti, il che ha spinto la coppia verso l’area di resistenza tra 1,5810 e 1,5850. Tuttavia, consideriamo la recente domanda come una correzione e molto probabilmente giocheremo su questa dal basso per un'estensione della debolezza a 1,5574 (la trendline di supporto a 1,5620 sarà cruciale). La zona di supporto si ubica a 1,5620 (supporto uptrend), 1.5574 (massimo 9 agosto), 1,5458 (minimo 26 luglio), 1,5404 (minimo 8 giugno), 1,5390 (minimo 6 giugno), 1,5266 (minimo 13 gennaio). Prestate attenzione alla prossima resistenza che entrerà in gioco a 1,5850 (massimo 8 febbraio), 1,5891 (Media mobile a 200 giorni e massimo 21 gennaio), 1,6007 (massimo 18 gennaio), 1,5921 (media mobile 200 giorni), 1,6180 (massimo 10 gennaio), 1,6340 (massimo 2 gennaio) e 1,6454 (picco 29 agosto 2011).

, USDJPY La coppia USD/JPY ha recuperato marginalmente all'inizio di settimana di contrattazione, ma è ben posizionata all'interno delle ultime due settimane. Sebbene restiamo rialzisti, nel medio termine una rottura del supporto al ribasso (91,93) scatenerebbe un’estensione della debolezza a 91,22. Nella parte inferiore la media mobile a 21 giorni potrebbe fungere da sostegno a 91,00. Sopra di noi, una resistenza minore permane a 94,19 (livello di Fibonacci da massimo giugno 2007 a minimo ottobre 2011), 94.98 (massimo 6 maggio) e 97.75 (massimo 7 agosto). Nella zona inferiore, il supporto è individuato a 91,93 (minimo 5 febbraio), 91,00 / 22 (Media mobile a 21 giorni e base/top 25 gennaio), 89,35 (massimo 11 gennaio), 88,10 (minimo 23 gennaio), 87,60 (minimo 16 gennaio), 86,64 (massimo 27 dicembre), 85,54 (massimo 5 aprile), 84,23 (massimo 15 marzo), 81,50/69 (massimo 15 novembre e minimo 28 novembre), 81,00 (punto pivot 16 aprile), 79,06 (minimo 9 novembre), e 78,75 (massimo 8 ottobre). USDCHF La coppia USDCHF ha recuperato ulteriormente dai minimi a 0,9023 (picco a 0,9201) seguendo la formazione di una Doji lunga di lunedì. La coppia dovrebbe finalmente riuscire a rompere al di sopra della forte barriera di resistenza, attorno a 0,9227, aprendo così la strada a un’ulteriore impennata significativa dei massimi a 0,9385. I prossimi livelli di resistenza si ubicano a 0,9227 (massimo 29 gennaio), 0,9304 (media mobile a 100 giorni), 0,9385 (massimo 18 gennaio), 0,9457 (massimo 21 settembre), 0,9515 (massimo 13 novembre e soglia superiore uptrend), 0,9610 / 20 (massimo 26 agosto), 0,9810 (massimo 10 agosto e canale ascendente), 0,9900 (massimo 2 agosto), 1,0000 (resistenza psicologica). I primi livelli di supporto permangono a 0,9085 (minimo 20 dicembre), 0,9041 (minimo 1 maggio) e 0,8928 (minimo 12 febbraio).

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