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"Forte potenziale nel debito corporate high yield Usa"

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura

L’affiliata di Natixis Loomis Sayles vede opportunità di valore soprattutto in emittenti colpiti di più dalla pandemia, come compagnie aeree, tempo libero, materie prime, industria aerospaziale e della difesa

Nel panorama globale del mercato del credito, che vede gli investitori alla ricerca del rendimento in un ambiente dominato dai tassi bassissimi se non negativi, il debito corporate high yield statunitense può offrire un forte potenziale di rendimento. All'interno del segmento high yield dell’obbligazionario corporate, le opportunità di valore si trovano in particolare nei settori che sono stati colpiti particolarmente dalla pandemia, tra cui compagnie aeree, tempo libero, materie prime e industrie dell’aerospaziale e della difesa. Si tratta di crediti che hanno in generale registrato buone performance sulla scia del recente ottimismo legato ai vaccini, ma ci sono ancora spazi per un ulteriore restringimento degli spread.

LE SCELTE DELLE AGENZIE DI RATING

L’indicazione è contenuta in un commento a cura del team High Yield di Loomis Sayles, affiliata di Natixis IM, che stima in circa 184 miliardi di dollari il totale delle emissioni obbligazionarie che nel 2020 sono state declassate da investment grade a high yield. Il team di Loomis Sayles spiega che le agenzie di rating hanno scelto la strada del declassamento per i crediti investment grade più deboli, sulla scia del rallentamento innescato dalla pandemia, inondando di fallen angel, vale a dire obbligazioni cadute a livello high yield, il mercato ad alto rendimento e incrementando la quota di debito con rating BB.

PIÙ QUALITÀ NEL CREDITO HIGH YIELD

Allo stesso tempo, prosegue l’analisi di Loomis Sayles, le nuove emissioni con rating CCC sono in ulteriore contrazione, proseguendo una tendenza iniziata già prima della pandemia. Insieme, secondo il team di Loomis Sayles, questi elementi hanno contribuito ad aumentare la qualità complessiva del credito high yield, e la maggiore qualità media del mercato può contribuire a spingere gli spread dei titoli high yield verso i loro minimi storici, sulla scia di un quantitative easing globale senza precedenti.

ATTESI TASSI DI DEFAULT MOLTO BASSI

In generale, Wall Street ha previsto tassi di default sul segmento high yield che oscillano tra il 4% e il 6% nei prossimi 12 mesi, ma secondo il team di Loomis Sayles l’attuale pricing del mercato lascia pensare a una percentuale addirittura inferiore. Con meno del 4% dell’indice sugli high yield che scambia sotto i 90 dollari e meno dello 0,5% del mercato che scambia sotto i 60 dollari, gli operatori sembrano infatti scommettere su tassi di default molto bassi. Inoltre, la solidità del mercato delle nuove emissioni fa pensare che gli investitori potrebbero essere disposti a rifinanziare quasi tutte le strutture di capitale.

VERSO COMPRESSIONE DEGLI SPREAD

Secondo il team di Loomis Sayles, quest’ultimo aspetto rappresenta un segno di come la Federal Reserve abbia fatto il proprio lavoro per aiutare a garantire un flusso di capitale fluido. Date le recenti notizie positive sulle approvazioni e i rilasci di diversi vaccini, Loomis Sayles tende ad allinearsi con la view del mercato e ritiene che le sue aspettative di perdite contenute ascrivibili a default potrebbero rappresentare un elemento a favore di un ampio margine di ulteriore compressione degli spread.