Le fosche previsioni della Banca Mondiale sull’economia

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La Banca Mondiale ha appena emesso un report piuttosto preoccupante per l’economia nel 2013. L’elemento che più balza agli occhi, scorrendo il report, è che il pericolo maggiore è negli USA ed è di natura prevalentemente politica. Purtroppo la storia si ripete e non è maestra di vita: se nel recente passato un braccio di ferro tra l’ideologica presidenza Obama e il Congresso portò alla perdita della tripla A da parte degli USA, adesso un altro braccio di ferro simile potrebbe portare al default degli USA (evento impensabile fino a pochi mesi fa) o comunque a una forte recessione. Il fatto è che negli USA c’è un tetto al debito pubblico che è fissato dal Congresso e che non può essere superato. Purtroppo la spesa pubblica galoppa ed è necessario aumentare questo tetto.

Il Congresso, però, impone al Presidente Obama di tagliare gli sprechi e le spese clientelari prima di procedere all’aumento del tetto e Obama non sembra pronto a scendere a compromessi. Il Presidente preferisce la soluzione di alzare le imposte sulla classe media, già duramente messa alla prova della crisi. Da qui una paralisi della politica che potrebbe avere conseguenze drammatiche.

La Banca Mondiale ha stimato, ad esempio, che se a Marzo ci saranno i temutissimi aumenti fiscali gli USA andranno dritti in recessione, mentre attualmente le stime parlano di una crescita dell’1%, che per gli standard a cui sono abituati gli americani è comunque poco.

Anche in Europa i rischi sono elevati: la crisi è attualmente sopita, ma cova sotto la cenere perché le finanze pubbliche di molti paesi europei sono ancora obiettivamente disordinate e fuori controllo. Il fatto che per il momento i mercati finanziarie abbiano deposto l’ascia di guerra non deve far sperare che la tempesta sia passata. Se le riforme non saranno fatte (e non saranno fatte in fretta) allora la corsa dello spread ricomincerà e sarà una corsa che porterà dritti al default di molti paesi europei come Spagna, Portogallo, Grecia (che tecnicamente è già andata in default visto che ha fatto una specie di defalut selettivo costringendo gli investitori a rinunciare a parte dei loro crediti) e forse anche Italia.

, Tuttavia il report della Banca Mondiale localizza i rischi maggiori negli USA e questo si spiega con il fatto che l’America è ancora la locomotiva del mondo intero.

Nel frattempo, i paesi in via di sviluppo rallentano ma continuano a crescere: la Cina ad esempio in questo 2013 metterà a segno una crescita superiore all’8%.

In pratica il mondo sviluppato si sta scavando la fossa con le sue mani a causa, soprattutto, di una politica incapace di pensare le giuste strategie per il rilancio dell’economia.

Si continua a sovvenzionare con soldi pubblici un sistema economico la cui produttività è davvero bassa, questo ocmporta elevata pressione fiscale che rende ancora meno competitivo il sistema nel suo complesso e, ovviamente, crescita del debito pubblico. A sua volta il debito ha un costo crescente che non può essere pagato se non con l’aumento delle tasse e l’emissione di altro debito.

Un circolo vizioso che sta letteralmente distruggendo l’economia dell’Occidente e del Giappone e a cui i governi non sembrano essere in grado di opporsi. Le (Parigi: FR0000072399 - notizie) vecchie ricette Keynesiane ormai non funzionano più, anzi sono quelle che ci hanno precipitato in questa crisi con l’esplosione della spesa pubblica.

Il quantitative easing è un trucco che si pagherà caro nel futuro, a medio termine gli USA avranno una pesante inflazione.

L’unica soluzione vera è alzare la produttività del sistema: dobbiamo tornare a lavorare e lavorare duro, questo è il segreto.

Vincenzo Colonna Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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