Francia, la tassa sui ricchi fa scappare i vip

La proposta della tassa sui ricchi, presentata a settembre dal presidente francese Francois Hollande, comincia a dare i suoi risultati. Come la fuga dei vip dal territorio francese in altri Stati, Svizzera e Belgio in primis, per evitare di fare i salatissimi conti con il Fisco.

E' una legge lacrime e sangue quella del bilancio 2013 che il presidente socialista ha deciso per il suo Paese: il pacchetto, infatti, prevede il recupero di 30 miliardi di euro per le casse pubbliche con l’obiettivo di ridurre il deficit al 3,0% della produzione nazionale, il prossimo anno, rispetto al 4,5% di quest’anno.
La novità sta nelle misure rivolte esclusivamente a "penalizzare" i super ricchi, attraverso la tassa che prevede un'aliquota del 75% per ogni quota eccedente il milione di euro di reddito annuo lordo (esclusi i redditi da capitale). O attraverso l'aumento dell'Irpef per tutto il ceto medio-alto francese, portando l'aliquota dal 41% al 45% per ogni cittadino che supera i 150mila euro lordi annui. Queste misure, assieme ad una serie di altre tasse e tagli, comporta una manovra correttiva del valore di 7,2 miliardi di euro.

La filosofia "robinhoodiana" però non è piaciuta ai vip francesi, in particolare all'icona maschile per eccellenza Gérard Depardieu, che ha richiesto la residenza in Belgio, più precisamente nella città di Nichén, per non dover pagare più tasse. Depardieu, infatti, oltre al passaporto belga, avrebbe chiesto anche la mutua di Bruxelles. Una residenza richiesta esclusivamente per motivi fiscali, come avrebbe scherzosamente ribadito l'attore alla stampa italiana: "In Belgio ci vado per le tasse, in Italia per amore".
Numerose le critiche dei media e dell'opinione pubblica, non soltanto francese, alla quale l'attore ha risposto dalle pagine del Wall Street Journal: "Parto dopo aver pagato, per il 2012, tasse per un importo pari all'85% di quanto ho guadagnato".

La condanna è arrivata anche dal premier Hollande, elogiando al contempo tutti i cittadini francesi "che accettano di pagare le tasse in Francia, di produrre in Francia, di dare lavoro ai francesi e di servire il proprio Paese". Un monito che il presidente non rivolge soltanto al celebre attore e imprenditore, ma ai 500 francesi - vip e non - che secondo il quotidiano Le Figaro sarebbero in lista d'attesa per ottenere il passaporto belga. Pare infatti che il numero delle domande per valicare le alpi sia cresciuto, da settembre ad oggi, tra il 15 e il 20%. Tra questi, il re del lusso Bernard Arnault, proprietario del gruppo Lvmh, anch'egli pronto a restituire il passaporto francese ed entrare in Belgio, il "paradiso dei rentiers", accettando usi, costumi e regime fiscale agevolato del posto.

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