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Frodi in settore oleario, Unaprol: danno d’immagine devastante

Image from askanews web site
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Roma, 4 mag. (askanews) - "I diffusi comportamenti illeciti nel settore oleario scoperti da Guardia di Finanza e ICQRF creano un danno economico e d'immagine incalcolabile per l'olio extravergine d'oliva Made in Italy e per i tanti operatori onesti della filiera, che scoraggiati tendono ad allontanarsi sempre più dal settore. Non è un caso, sottolinea Unaprol, che solo il 5% delle aziende olivicole è gestito da under40, e per ogni giovane olivicoltore ce ne siano 10 over 65". Così il presidente di Unaprol, David Granieri, commenta l'operazione Verum et Oleum, che ha scoperchiato un vasto sistema di possibili frodi nel settore oleario.

Nel corso di 183 controlli a tutela della produzione nazionale di olio extravergine d'oliva Gdf e Icqrf hanno effettuato verifiche su operatori del settore oleario presenti in tutto il territorio nazionale e nei i principali porti di ingresso delle materie prime di provenienza estera. Il 27,2% dei campioni prelevati è risultato irregolare: parliamo di 2,3 milioni di litri di olio non conformi alla normativa comunitaria e nazionale. Dei 102 campioni prelevati, 25 olii dichiarati extravergini sono risultati invece vergini.

"Occorre innanzitutto sottolineare con forza come la stragrande maggioranza degli operatori della filiera sia gente onesta che lavora per il bene del settore - sottolinea Granieri - Trasparenza e tracciabilità, garantiti da larga parte della filiera olivicola italiana e dal mondo agricolo in particolare, sono valori ormai acquisiti che devono tranquillizzare i consumatori anche dopo una notizia come quella di stamattina".

Per Unaprol "occorrono pene severe e certe per evitare che le pratiche sleali possano distruggere la nostra centenaria storia olivicola e, appena avremo a disposizione le carte dell'operazione, valuteremo di costituirci parte civile a tutela dei produttori onesti". Infine, Granieri chiede che venga coinvolta anche la Grande distribuzione, "che ha il dovere di contribuire operativamente alla lotta alle pratiche sleali, evitando di considerare l'olio come un prodotto da traffico. Allo stesso tempo, a livello comunitario, è necessario lavorare per restringere i parametri di classificazione dell'extravergine".

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