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Ftse Mib arretra nonostante exploit Ferragamo, Unicredit ancora giù

Titta Ferraro

Primi scorci di seduta senza verve per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib cede lo 0,40% a quota 20.808 punti, in controtendenza rispetto alle altre Borse Ue che si muovono in rialzo. Pesa l'allargamento dello spread in area 286 pb, sui massimi a oltre tre mesi. Ieri ad alimentare le tensioni sulla carta italiana sono state le dichiarazioni di Salvini circa il possibile sforamento dei vincoli Ue sul fronte deficit e debito.

In attesa di sviluppi sulla questione commerciale tra Stati Uniti e Cina, gli operatori guardano al fronte macro indicazioni deboli dalla Cina con la produzione industriale ha rallentato più del previsto e le vendite al dettaglio hanno mostrato la minore crescita dal 2003.

Sul parterre di Piazza Affari vola a +9% il titolo Salvatore Ferragamo. La maison fiorentina del lusso ha riportato nel primo trimestre del 2019 ricavi in rialzo del 4,3% a 317 milioni di euro, l'Ebitda rettificato che è aumentato del 4,1% a 34 milioni e l'utile netto che ha mostrato una crescita del 23,5% a 11 milioni a fronte dei 9 milioni dell'analogo periodo nel 2018. I risultati hanno battuto le attese del mercato, e in particolar modo il consensus Bloomberg che indicava un fatturato di 315 milioni e un Ebitda di 33,7 milioni.

Bene anche Stm (+1,03%) che dà seguito al rally della vigilia. La società ha confermato i target 2019 con crescita degli utili grazie alle maggiori vendite a clienti del settore automobilistico, industriale e degli smartphone.

Ancora in calo Unicredit (-1,34%) nonostante la smentita del rumor circa l'affidamento di un mandato a Lazard e Jp Morgan per studiare una possibile offerta per rilevare Commerzbank.