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Ftse Mib chiude in volata con Stm e Prysmian, steccano Unicredit e Telecom

Titta Ferraro

Tentativo di risalita per Piazza Affari dopo la marcata debolezza delle ultime sedute dettata principalmente dalla questione dazi. L'indice Ftse Mib ha chiuso in progresso dell’1,45% a quota 20.892 punti. La giornata non è andata altrettanto bene sull’obbligazionario con spread arrivato fino a 283 pb (massimi da febbraio) complici le parole di Matteo Salvini circa l’intenzione, se necessario, di sforare i vincoli Ue su deficit del 3% e contenimento del debito. In mattinata l’obbligazionario aveva accolto con favore invece l’esito dell’asta Btp che ha visto l’assegnazione di titoli a 3, 7 e 30 anni per 6,75 mld, il massimo dell’ammontare in offerta.

Tra i singoli titoli del Ftse Mib spicca il balzo del 7,18% circa per Prysmian che ieri sera ha diffuso i conti del primo trimestre 2019, chiuso con ricavi a 2.771 milioni, pari a una crescita organica positiva, calcolata su base combined, pari al +1,9%. Confermata la guidance 2019 con ebitda adj atteso nel range 950 mln - 1,02 mld.

Protagonista assoluta è stata anche Stm (+6,67%) che ha accelerato con decisione dopo che le indicazioni fornite nel corso del Capital Markets Day in svolgimento a Londra. La società ha confermato i target 2019 con crescita degli utili grazie alle maggiori vendite a clienti del settore automobilistico, industriale e degli smartphone. La società con sede a Ginevra, tra i cui clienti si annoverano Apple e Tesla, vede il margine operativo di tutto l'anno nel range del 17-19% nel medio termine, rispetto al 14,5% nel 2018. "Abbiamo la determinazione di rendere la ST più forte, con l'ambizione di sovraperformare i mercati che serviamo per diventare un'azienda redditizia e redditizia da 12 miliardi di dollari nel medio termine", ha detto l'amministratore delegato Jean-Marc Chery agli investitori a Londra. Il gruppo per il secondo semestre prevede ricavi pari a $ 5,45 miliardi, significativamente superiori ai $ 4,2 miliardi di vendite previsti nel primo semestre.

Bene anche Pirelli (+1,43%) che ha confermato investimenti per 120 mln di euro in Brasile nel prossimo triennio.

Male oggi il titolo Unicredit che ha ceduto l’1,69% a quota 10,71 euro dopo l'uscita di nuovi rumor legati al possibile interesse per la tedesca Commerzbank. A rilanciare il possibile avvicinamento alla banca tedesca è l'agenzia stampa Reuters, secondo cui la banca di piazza Gae Aulenti avrebbe nominato gli advisor finanziari, Lazard e Jp Morgan, per studiare una possibile offerta per rilevare Commerzbank. nessuna indicazione su quando l'eventuale proposta potrebbe essere avanzata.

L’altra nota stonata di giornata è stata Telecom Italia (-0,94%) dopo che Vodafone ha chiuso il primo trimestre dell'anno con una perdita di 7,6 miliardi di euro, riconducibile principalmente alla vendita degli asset in India (Vodafone India) e alle svalutazioni, come anticipato lo scorso novembre. Spicca il taglio del dividendo 2019 a 9 centesimi di euro per azione a fronte dei 15,07 centesimi per azione del 2018. Per il prossimo anno fiscale Vodafone si attende Ebitda compreso tra 13,8 e 14,2 miliardi di euro.