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Ftse Mib: l'upside è da capogiro ora. I titoli long e short

Davide Pantaleo
 

Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, trader-Directa SIM, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib ha superato finalmente l'ostacolo dei 24.500/24.550 di cui ci ha parlato più volte nelle ultime settimane. Quali le prospettive nel breve a Piazza Affari?

Una volta rotto il massimo in area 24.500/24.600 che il Ftse Mib non superava da 11 anni, il target è molto ambizioso.

Non nego che guardando un grafico di lungo periodo, l'obiettivo per il nostro indice sarà intorno ai 30.000 punti.
Questo ovviamente non significa che dopo la rottura del livello di cui parlavo prima si arriverà a target in poco tempo.

Trattandosi di un obiettivo ambizioso, sarà necessario del tempo per raggiungerlo ed evidentemente i movimenti del Ftse Mib saranno tipicamente quelli ondivaghi dei mercati finanziari, con tendenza più rialzista, almeno è quanto mi auguro.

Fino a quando avremo ritracciamenti che non riporteranno le quotazioni al di sotto dei 24.000 punti, lo scenario secondo me rimarrà fortemente rialzista.

Se anche dovesse esserci qualche storno che aiuti a consolidare i prezzi e a permettere di acquisire maggiore dimestichezza con gli stessi, sicuramente sarà benvenuto.

Tanto l'indice quanto vari titoli, a partire dai bancari, si sono allontanati anche di tanto dai valori di prezzo cui eravamo abituati fino a qualche giorno fa.

Non dovranno stupire eventuali ritorni del mercato verso il basso, in direzione di quei livelli con cui gli investitori avevano più familiarità fino a qualche seduta fa.

La mia idea è che il Ftse Mib resta in un contesto fortemente positivo e le prese di beneficio possono aiutare.
Vorrei sottolineare peraltro che il calo registrato oggi, specie in mattinata, non è stato accompagnato da volumi di scambio particolarmente eclatanti.

Questo ci dice in qualche modo che il movimento al rialzo del mercato è stato robusto.

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Banco BPM e Ubi Banca continuano ad allungare il passo anche oggi. Come è cambiato lo scenario per questi due titoli?

Banco BPM oggi sta provando a superare la resistenza molto forte dei 2,16 euro che anche nel 2019 ha rappresentato un ostacolo di grande rilievo.

Nel 2018 il titolo aveva toccato dei massimi in area 2,35 euro che sarebbe oltre il target in caso di rottura confermata dei 2,16 euro.  

In caso di ritorno al di sotto di tale soglia, Banco BPM potrebbe ritornare sulla resistenza precedente, ora supporto, a 2,06 euro, sotto cui la discesa proseguirà in direzione di quota 1,95 euro.

Simile lo scenario di Ubi Banca che però ha già rotto con decisione la sua resistenza forte a 3,04/3,05 euro.
Il titolo oggi ha anche scavalcato i 3,27 euro che non rivedeva da quasi due anni, con prossimo target a 3,6/3,65 euro.

Il supporto per Ubi Banca però non è vicinissimo visto che si colloca in area 3/3,05 euro.

Un quadro simile a quello di Ubi Banca lo troviamo per Intesa Sanpaolo, con il primo supporto a 2,37 euro.
Il titolo sta mettendo sotto pressione la resistenza a 2,5 euro, oltre cui ci sarà spazio per un rialzo fino a 2,6 euro.

Per chiudere i bancari darei uno sguardo anche ad Unicredit che dopo aver raggiunto la resistenza a 14,2 euro sta un po' ritracciando ora.
Il prossimo ostacolo è a 14,85/14,9 euro, mentre il supporto più importante è a 13,5 euro.

Saipem oggi è tornato a pedere terreno dopo il balzo della vigilia. Qual è la sua view su questo titolo?

Saipem soffre perchè il petrolio è in difficoltà e dopo il tentativo di ripresa è tornato a scendere oggi.
L'oro nero resta a poca distanza dallo spartiacque pericoloso dei 50 dollari al barile e Saipem non potrebbe non accusare il colpo.

Non ricordiamo che quando l'ultima volta il petrolio è crollato sotto i 50 dollari, Saipem è sceso sul supporto a 3,11 euro che potrebbe essere considerato ora il target in caso di rottura al ribasso.

Se al contrario il titolo dovesse riprendersi, potrà risalire la china in primis verso 4,03/4,05 euro e in seguito in direzione dei 4,45 euro, come target ambizioso visto che è un livello al quale potrà ritornare con un petrolio di nuovo sopra i 60 dollari al barile.

Non molto diversa la situazione di ENI che si trova nei pressi di un'area di supporto intorno ai 13 euro.
Al di sotto di tale soglia ci sarà spazio al ribasso fino ai 12,25/12,2 euro, area alla quale non siamo ancora arrivati malgrado il petrolio abbia vissuto una fase molto negativa. 

ENI si conferma interessante anche dal punto di vista del dividendo che offre, ma la congiuntura sul petrolio fa male, motivo per cui non mi sentirei di consigliarne l'acquisto, malgrado il prezzo risulti appetibile.

FinecoBank è stato duramente colpito dalle vendite dopo i conti. Questo ribasso è un'occasione d'aquisto?

FinecoBank aveva vissuto un buon momento ed è arrivato intorno alla resistenza importante dei 12 euro da cui però è stato respinto.

Il titolo ha testato il supporto rilevante dei 10,7 euro, anzi tutta l'area che arriva fino ai 10,35 euro è di congestione.
Qui FinecoBank deve cercare di accumulare e acclimatarsi per vedere se poi ci saranno le condizioni per tornare al rialzo. 

Se il titolo dovesse tornare sotto i 10,4/10,3 euro sarei estremamente prudente.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Indubbiamente è interessante Enel che rientra tra quei titoli comprati perchè sono una proximity dei bond.

E' un titolo poco volatile, paga un buon dividendo e piace proprio perchè permette ad un'investitore di parcheggiare la liquidità con maggior profitto di quanto accadrebbe se si puntasse sul Bund.

C'è da dire che Enel è salito tanto e se ci sarà un ritracciamento del mercato sarà a rischio di prese di beneficio, ma come vediamo lo è meno dei bancari, dimostrandosi un titolo robusto e in un ottimo momento di forma.  

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