Ftse Mib prende fiato in vista Bce e non farm payrolls

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Proseguono contrastati i principali indici statunitensi. Il Dow Jones Industrial Average evidenzia una timido rialzo dello 0,10% mentre l’S&P500 cede lo 0,33% e il Nasdaq Composite (Nasdaq: ^IXIC - notizie) l’1,1%. Chiusura in lieve rialzo per le Borse del Vecchio Continente, fatta eccezione per Milano e Madrid. Il Ftse 100 di Londra ha registrato un +0,15%, mentre il Dax (Xetra: ^GDAXI - notizie) di Francoforte ha terminato a +0,10% e il Cac (Francoforte: 924169 - notizie) di Parigi a +0,08%. Il sentiment degli operatori ha subìto una battuta d’arresto a metà seduta su dati poco confortanti provenienti dagli Usa e sull’asta spagnola. Con gli indici che hanno recuperato gran parte dei cali dai massimi di settembre e i rendimenti sul T-note decennale all’1,57% è evidente che qualcosa sta cambiando nella mente degli investitori. Non è un caso che questo accada alla vigilia di appuntamenti importanti (Bce e non farm payrolls). Domani Draghi potrebbe portare i tassi di riferimento ai nuovi minimi storici (0,5%), modificando anche il tasso sui depositi. Sul fronte corporate Usa, da rilevare che Apple (NasdaqGS: AAPL - notizie) cede oltre il 4% al Nasdaq (Nasdaq: ^NDX - notizie) , mentre Citigroup (NYSEArca: BUW - notizie) ha tagliato 11.000 posti di lavoro. Il titolo sta reagendo con un +5,2%.

Italia: FtseMib (Milano: FTSEMIB.MI - notizie) prende fiato in attesa della Bce A Piazza Affari il Ftse Mib (MDD: FTSEMIB.MDD - notizie) ha terminato con un calo dello 0,57% a 15.950 punti. L’indice non è riuscito a sfondare i 16.200 punti e da qui sono partiti ordini di vendita. È positivo che si è mantenuto poco sotto i 16.000 punti e questo apre per un recupero che potrebbe esserci già domani. Forte contrazione per Saipem (Other OTC: SAPMF.PK - notizie) (-4,3%) dopo i rumors di cambi al vertice in scia all’inchiesta della magistratura algerina. Recupera Stm (+2,8%). Tra i finanziari, scendono i bancari mentre Azimut (Milano: AZM.MI - notizie) sale del 3,4%.

, Valute: EurUsd, calo fisiologico sino a 1,3025 Sul fronte valutario, corregge l’euro/dollaro oggi dopo 10 sedute di poderosi rialzi. Il calo su 1,3060 è fisiologico fintantoché si rimane sopra 1,3025. Domani le attenzioni si concentreranno sulla Bce che potrebbe tagliare i tassi di 25 punti base vista la recessione che sta attanagliando l’intera area euro. Recupera l’euro/jpy dopo il rimbalzo su 107,18 di metà seduta. Bene (Stoccarda: A0LCPZ - notizie) anche il dollaro/jpy che ha trovato resistenza oggi a 82,30. Ci aspettiamo che un’altra ondata di vendite sulla divisa nipponica ci possa essere in prossimità del voto in Giappone, previsto per il 16 dicembre prossimo.

Macro: non farm payrolls potrebbero deludere attese Sul fronte macro, dati contrastanti sono arrivati dagli Usa. Le stime Adp (Euronext: ADP.NX - notizie) sui posti di lavoro nel settore privato dell’economia hanno mostrato una crescita di 118.000 nuovi posti contro i 125.000 del consenso. Inatteso rialzo per l’indice Ism-non manifatturiero a novembre, passato a 54,7 punti dai 54,3 di ottobre e i 53,6 previsti. Segnali positivi sono arrivati dall’aumento della produttività delle imprese, mentre in calo è stata la componente del lavoro. Domani saranno importanti le richieste di sussidi di disoccupazione che insieme alle stime Adp daranno un’indicazione più precisa dei non farm payrolls.

Titoli di Stato: asta Spagna mostra incertezza su recupero Bono Sul fronte governativo, ha suscitato qualche perplessità l’asta odierna spagnola a medio e lungo termine. Il rendimento è sceso sia sul triennale che sul decennale, con un bid-to-cover stabile. Nonostante tutto la domanda è stata abbastanza debole. Riteniamo infatti che una parte del mercato visti i recuperi delle ultime settimane si ora incerto sulla prosecuzione discesa dei prezzi. Torna a salire lo spread Btp-Bund a quota 313 punti base.

, Commodity (Euronext: COMIN.NX - notizie) : oro arriva su media mobile a 200 giorni Tra le commodity, precipita ancora l’oro, con il prezzo spot sceso a 1.686 dollari/oncia, trovando sostegno ora sulla media mobile a 200 giorni. Deciso calo anche per il petrolio, nonostante la riduzione delle scorte di greggio negli Usa la scorsa settimana. Il Wti si è portato ai nuovi minimi da una settimana a 87,50 dollari/barile.

VINCENZO LONGO Market Strategist Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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