Fuga dei brand italiani: Pernigotti vola in Turchia

Nonostante la dolcezza del prodotto, l'ennesimo boccone che il settore del made in Italy manda giù è amaro. Continua infatti l'inesorabile fuga dei marchi storici italiani: l'ultima a passare in mani straniere è la Pernigotti, famosa azienda dolciaria italiana, da oggi di proprietà al 100% di Sanset del gruppo Toksöz, con sede a Istanbul.

A rendere nota la notizia, la famiglia Averna, proprietara dell'omonimo brand produttore di amaro e liquori che gestiva da anni l'azienda dolciaria di 150 dipendenti con sede a Novi Ligure.
Le ragioni della vendita sono spiegate in un comunicato: "In tutti gli anni di lavoro svolti in Pernigotti abbiamo profuso un grande impegno nel miglioramento qualitativo dei prodotti, nel rinnovamento della gamma e nel potenziamento produttivo ed organizzativo. Negli ultimi mesi siamo stati oggetto di un forte interesse da parte dei principali operatori nazionali ed esteri; siamo lieti di affidare Pernigotti al gruppo Sanset della famiglia Toksöz, solido e determinato ad agire in ottica di continuità e sviluppo". Averna confida nel know-how della società turca ed è convinta che Sanset "continuerà il processo di crescita intrapreso in Italia, in Turchia e negli altri mercati internazionali".

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Positivo è anche il messaggio dell'azienda turca che in una nota si dichiara "fiera di aver acquisito Pernigotti" e garantisce il potenziamento della struttura attuale, "sviluppando l’attività in nuove e interessanti aree geografiche, sfruttando la forza del marchio Pernigotti", introducendolo "nel mercato turco così come in altri importanti paesi". Il marchio dolciario italiano è infatti noto, sebbene da pochi anni, in Germania, Stati Uniti, America Latina e Cina, ma poco dall'altra parte del mondo. Inoltre, il fatturato della Pernigotti, pari a 75 milioni di euro l'anno, dipende quasi esclusivamente dalle vendite in Italia, di cui il 55% nel segmento dolciario e il 45% dai prodotti di gelateria e pasticceria.

Il marchio è stato ceduto ad una società non da poco conto: la Sanset, infatti, ha un fatturato complessivo annuo di 450 milioni ed è attiva in tre segmenti di mercato definiti, il farmaceutico, l'energetico ed il dolciario, appunto. Solo quest'ultimo vanta un portafoglio prodotti veramente vasto ed eterogeneo, che va dai gelati agli snack alle creme, con un fatturato di 75 milioni che da oggi raddoppia con l'acquisizione di Pernigotti.

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La Pernigotti è la seconda azienda che "espatria" in questa settimana: proprio qualche giorno fa, infatti, il colosso francese del lusso Lvmh - di proprietà del magnate Bernard Arnault - ha acquistato per 2 miliardi di euro Loro Piana, storica azienda del tessile, uno dei gioielli del lusso made in Italy. Con questa, Arnault aggiunge un altro nome alla sua lunga lista di aziende italiane che ormai parlano in francese: è azionista infatti di brand come Bulgari, Fendi, Pucci, ma anche Prada e Bottega Veneta, acquistati veramente a poco per saldare i debiti aumentati per effetto della crisi.

Ed è proprio la crisi una delle principali cause di questa emigrazione: lo denuncia la Coldiretti, affermando che con la Pernigotti sale ad oltre 10 miliardi il valore dei brand leader nel settore dell’agroalimentare italiano passati in mani straniere. Qualche mese fa è stato il turno della pasticceria milanese Cova, acquisita ancora una volta dall'Lvmh, mentre la Casanova, azienda vitivinicola nel Chianti, è nelle mani di un imprenditore della farmaceutica di Hong Kong.
Altre storiche cessioni sono state fatte dall'azienda produttrice di riso, la Scotti, agli spagnoli di Ebro Foods, oppure il passagg della Parmalat nelle mani dei francesi della famiglia Besnier.
Una buona notizia però c'è e si tratta di un "ritorno a casa": il riacquisto effettuato da Moretti Polegato che con 9,2 milioni di dollari i ha riportato a casa i marchi Diadora per Cina, Hong Kong e Macao.

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