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Furbetti del cashback nel mirino del Fisco

Fabrizio Arnhold
·3 minuto per la lettura
Furbetti del cashback nel mirino del Fisco
Furbetti del cashback nel mirino del Fisco

Praticamente un record: 148 transazioni in un’ora e mezza. Un automobilista a Nervesa della Battaglia, nel trevigiano, ha fatto il pieno ma lo ha pagato frazionandolo in micro transazioni. Un matto? Macché. Probabilmente un furbetto del cashback, che ha voluto così aggiungere pagamenti per scalare la classifica che dà diritto al rimborso da parte dello Stato. A smenarci, in questo caso, non è solo il benzinaio – costretto a pagare commissioni stellari – ma anche i cittadini che partecipano onestamente al programma del cashback. E per questo il Fisco pare abbia deciso di avviare dei controlli.

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COME FUNZIONA IL CASHBACK

Sotto Natale non si parlava d’altro. Tutti pazzi per il programma introdotto dall’ormai ex governo Conte che consentiva di recuperare il 10% di quanto speso, pagando con carte e sistemi tracciabili, app comprese. Da gennaio il piano cashless è entrato a regime. Chi si è registrato sull’app IO, può ottenere il rimborso per gli acquisti pagati con carte e bancomat, a patto che si facciano 50 operazioni in 6 mesi, quindi fino al 30 giugno, per un massimo di 150 euro. A fare più gola, soprattutto ai “furbetti”, però, c’è il Super Cashback che prevede un premio di 1.500 euro per i primi 100mila cittadini che alla fine del periodo avranno totalizzato il numero maggiore di transazioni elettroniche. E proprio qui si stanno concentrando gli approfondimenti del Fisco.

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MICRO TRANSAZIONI CONSENTITE?

Ma chi fraziona l’acquisto al supermercato in due o tre transazioni, oppure chi paga il pieno di benzina con operazioni da 1 euro, commette qualche violazione? A quanto pare no. La normativa contenuta nel decreto attuativo del bonus cashback, del 24 novembre 2020, non prevede un limite di spesa per transazione. Nessuna traccia, neanche, di un limite temporale. Tra le soluzioni per arginare i “furbetti del cashback”, su cui si starebbe ragionando, ci sarebbe quella di introdurre un limite al numero di pagamenti ravvicinati eseguiti presso il medesimo commerciante. Qualcuno ipotizza di introdurre un limite per i pagamenti presso lo stesso esercente ad uno al giorno. Ma in questo caso si penalizzerebbe chi usa la carta o app per pagare il caffè al bar, ovviamente facendolo più volte nello stessa giornata. Insomma, la disputa resta aperta.

LE PROTESTE DEI BENZINAI

Se le regole del gioco restano queste, chi si comporta correttamente sarebbe inevitabilmente penalizzato. I benzinai hanno iniziato a protestare, rivolgendosi al ministero dell’Economia. Il presidente di Figisc di Confcommercio, Bruno Bearzi, ha precisato che sono state inviate opportune “segnalazioni delle anomalie verificate da circa una settimana” e sono stati presi i contatti “con chi si occupa della vicenda”. Dunque, ha proseguito Bearzi, “ci aspettiamo nei prossimi giorni delle azioni coerenti, considerato che il nostro settore è a bassa marginalità e anche l’aumento del consumo della carta delle ricevute incide”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Alessandro Zavelloni di Fegica Cisl che ha spiegato come “al momento risulta essere legittimo fare più pagamenti ripetuti ravvicinati e nello stesso esercizio”. Ma si potrebbe “autorizzare un tetto dei pagamenti in un lasso temporale, perché il problema non riguarda solo i benzinai ma tutti gli esercizi commerciali, ma attendiamo indicazioni dal ministero”.

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