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Furto di energia elettrica, i trucchi e le pene previste dalla legge

Angela Iannone
Furto di energia elettrica, i trucchi e le pene previste dalla legge

Una calamita nel contatore dell'energia elettrica, per pagare di meno. Questo è il nuovo trucco del momento sul quale stanno indagando gli investigatori dei commissariati di polizia in seguito a varie segnalazioni in molti paesi d'Italia, al nord come al sud. Un trucco semplice, che consiste nell'applicare una scatoletta che funge da magnete direttamente sul contatore per rallentare il conteggio del consumo, alleggerendo il costo della bolletta fino al 50 per cento.

Quello della calamita è solo uno dei tanti stratagemmi studiati per “risparmiare” sui consumi. C' erano una volta gli allacci abusivi ai fili dell'Enel, metodo semplice per collegarsi al contatore del malcapitato terzo. Un metodo antiquato e raffazzonato, soprattutto visivamente troppo evidente e facilmente intuibile, all'ennesimo tentativo di asciugarsi i capelli con il phon che, non appena attaccato alla presa, faceva saltare la corrente in tutto il palazzo.
Così si è passati col tempo a metodologie più raffinate. Ce n'è per tutti i profili utenti: per il tecnologico c'è la modifica del software del contatore elettronico, in grado di ridurre e persino annullare i costi. Addirittura c'è chi ha scavato e creato un allaccio abusivo sotterraneo, collegato direttamente ai cavi Enel, evitando di pagare bollette per anni, a volte anche decenni, fino alla scoperta dei carabinieri e polizia.
Si potrebbe dire che il furto di energia elettrica sia nato con l'elettricità stessa, visto che le indagini delle forze dell'ordine sono molte e tante sono datate. Furti che, secondo l'Enel stessa, avrebbero determinato nel corso degli anni una qualità del servizio più scadente.



Ma quali sono le pene che rischiano i malfattori? Intanto una denuncia civile da parte della società erogatrice del consumo - in questo caso Enel - la quale intima al pagamento immediato di quanto sottratto illegalmente negli anni, attraverso un'analisi storica dei consumi.
Civile, ma anche penale: sì perché il furto di energia elettrica è perseguibile come reato, in base all'articolo 624 e 625 del codice penale come “Delitti contro il patrimonio”. In particolare, l'articolo 624 comma 2 dichiara che “Chiunque s'impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 154 a euro 516”. Inoltre, “Si considera cosa mobile anche l'energia elettrica e ogni altra energia che abbia un valore economico”. Se l'appropriazione del mezzo è fraudolenta - art. 625 comma 2  - scatta l'aggravante e la pena per il fatto previsto dall'articolo 624 è della reclusione da uno a sei anni e della multa da 103 euro a 1.032 euro.