Italia markets open in 6 hours 50 minutes
  • Dow Jones

    31.188,38
    +257,86 (+0,83%)
     
  • Nasdaq

    13.457,25
    +260,07 (+1,97%)
     
  • Nikkei 225

    28.741,34
    +218,08 (+0,76%)
     
  • EUR/USD

    1,2133
    +0,0018 (+0,15%)
     
  • BTC-EUR

    28.930,54
    -281,22 (-0,96%)
     
  • CMC Crypto 200

    697,41
    -3,20 (-0,46%)
     
  • HANG SENG

    29.962,47
    +320,19 (+1,08%)
     
  • S&P 500

    3.851,85
    +52,94 (+1,39%)
     

Fusioni e acquisizioni aziendali: ecco cosa aspettarsi nel 2021

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Fusioni e acquisizioni aziendali: ecco cosa aspettarsi nel 2021
Fusioni e acquisizioni aziendali: ecco cosa aspettarsi nel 2021

Candriam prevede che i due fattori spingeranno le imprese a sfruttare nuove competenze e rilevare i concorrenti, dando slancio all’investimento in strategie di risk arbitrage

Credito ampiamente disponibile a condizioni estremamente favorevoli e la prosecuzione del trend di accelerazione dell’innovazione tecnologica incoraggeranno anche nel 2021 le aziende a consolidare e a sfruttare nuove competenze, o a rilevare i concorrenti in altri segmenti di business. Lo sottolineano in un commento Fabienne Cretin, Head of Risk Arbitrage, e Stéphane Dieudonné Senior Fund Manager, entrambi di CANDRIAM, secondo cui questi due fattori altamente stimolanti guideranno le operazioni di M&A anche nel 2021.

DIFFERENZE CON LA CRISI DEL 2008

Ad oggi, secondo i due esperti di CANDRIAM, persiste un forte slancio per investire in una strategia risk arbitrage, dopo un 2020 inaspettato e sorprendente per questa tipologia di investimento, un anno di sfide, ma con un finale positivo. A marzo infatti ci siamo trovati di fronte a livelli di volatilità estremamente elevati che hanno portato gli spread del risk arbitrage ad allargarsi in modo significativo. Ma, notano i due esperti di CANDRIAM, nonostante le perdite siano state il doppio di quelle del 2008, non c'è stato un aumento significativo delle interruzioni dei deal, a differenza di quanto accadde nella grande crisi di dodici anni fa.

FORTE RIPRESA DALL’ESTATE IN POI

Al culmine della crisi a marzo, il flusso di M&A si è completamente bloccato e nei due mesi successivi non è stato annunciato alcun accordo. Tuttavia, da inizio estate in poi, l'attività ha ripreso a crescere, prima lentamente, per acquisire slancio ad agosto e settembre, con una serie di deal che hanno riguardato tutti i segmenti dell'economia, soprattutto tra i titoli tecnologici e biotecnologici statunitensi. Sono state annunciate una serie di importanti operazioni in molte regioni: ovviamente negli Stati Uniti, principale mercato M&A, ma anche in Europa, in Svizzera, Francia e Regno Unito. Una serie di nuove operazioni sono state lanciate anche in Giappone e in Australia, che erano in ritardo.

DUE FATTORI ALTAMENTE STIMOLANTI

Secondo i due esperti di CANDRIAM, il forte aumento di operazioni partito in estate dovrebbe continuare nel 2021, che potrebbe rivelarsi un anno in cui l’M&A dovrebbero essere spinto da driver molto forti, vale a dire un facile accesso al credito a basso costo, con condizioni di finanziamento molto interessanti, e dall'innovazione tecnologica, che incoraggeranno le aziende a consolidare e a sfruttare nuove competenze, o a rilevare i concorrenti in altri segmenti di business. Due fattori altamente stimolanti, che guideranno le operazioni di M&A nel 2021.

OPERAZIONI OGGI ANCORA PIÙ SICURE

Ad oggi persiste quindi un forte slancio per investire in una strategia risk arbitrage, sottolineano gli esperti di CANDRIAM, rilevando che sono state annunciate numerose operazioni che consentono un'ampia diversificazione del portafoglio, una delle ragioni principali del successo del risk arbitrage. Gli spread del risk arbitrage sono attualmente due o tre volte più ampi rispetto al periodo precedente la crisi sanitaria, ma CANDRIAM non ritiene che indichi che gli accordi siano più rischiosi di prima, al contrario. L’unica differenza è data dal fatto che gli accordi di fusione sono stati adattati, cosicché le eventuali conseguenze della crisi sanitaria, o il suo potenziale aggravamento, sono ora completamente esclusi dalle operazioni di fusione e acquisizione, il che rende questi accordi ancora più sicuri.