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Fusioni e acquisizioni pronte a ripartire?

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Fusioni e acquisizioni pronte a ripartire?
Fusioni e acquisizioni pronte a ripartire?

GAM fa il punto sulle operazioni di fusioni e acquisizioni, che dopo la pausa indotta dal virus potrebbero ripartire, offrendo rendimenti indipendentemente dalla direzione del mercato

Anche dopo la crisi finanziaria del 2008 l’attività globale di M&A, vale a dire le fusioni e acquisizioni, aveva subito una pronunciata e breve contrazione, di 6-12 mesi, per poi recuperare grazie agli stimoli monetari. Questa volta, oltre all’allentamento monetario, persisteranno gli stimoli fiscali con l’obiettivo di favorire la ripartenza dell’attività economica dopo il blocco da Covid, che spingeranno anche fusioni e acquisizioni. Inoltre, in una situazione di mercati volatili continuano a presentarsi opportunità event-driven. Per questo una strategia di risk arbitrage diversificata e conservativa ha la potenzialità di produrre rendimenti aggiustati per il rischio interessanti, indipendentemente dalla direzione del mercato.

MERCATO GLOBALE ORA INESISTENTE MA SOLO SOSPESO

Lo sostiene Roberto Bottoli, investment director di GAM Investments, partendo dalla considerazione che il secondo trimestre 2020 è stato un periodo difficile per le fusioni e le acquisizioni, con operazioni sul mercato di M&A praticamente inesistenti su scala globale, sui minimi storici, principalmente a causa dell’impossibilità di viaggiare e di organizzare quegli incontri che sono i prerequisiti per questo tipo di operazioni. A livello più strategico, secondo l’analisi dell’esperto di GAM, le operazioni sono in sospeso per le prospettive incerte sulla ripresa dell’economia globale a seguito dei lockdown, con volumi destinati a restare contenuti nei prossimi mesi.

GIA’ DA FINE MARZO GLI SPREAD HANNO INVERTITO LA TENDENZA

Ma, visto che la maggior parte dei deal di questo tipo privilegiano un’ottica di lungo periodo, secondo Bottoli l’interruzione non dovrebbe protrarsi nel medio termine, anche per il sostegno degli stimoli fiscali e monetari di governi e banche centrali in tutto il mondo. L’esperto di GAM sottolinea che a marzo del 2020 la mediana degli spread di arbitraggio ha raggiunto un picco mai toccato nella crisi del 2008, sovrastimando le probabilità di annullamento o di taglio dei prezzi nelle operazioni di fusione e acquisizione. A fine mese infatti gli spread hanno invertito la tendenza, riflettendo la volatilità dei mercati azionari e del credito, e oggi sono stabilizzati intorno a livelli del 4% circa più alti di quelli pre-Covid.

A DIFFERENZA DEL 2008, OGGI NON C’E’ STRETTA CREDITIZIA

Tra le cause più frequenti del fallimento di questo tipo di deal sono la mancata autorizzazione da parte delle autorità antitrust, problemi di finanziamento o eventi avversi che influiscono sulle società coinvolte. Diverse operazioni sono state abbandonate nel secondo trimestre, ma oggi i deal di M&A hanno una struttura più sicura rispetto al 2008, anche perché il mercato non deve affrontare una stretta creditizia e molti private equity sembrano disposti a concludere. In generale, l’esperto di GAM rileva che i rischi per le operazioni di M&A sono più evidenti nei deal “cash only” rispetto a quelli basati su scambi azionari.

L’OPERAZIONE TIFFANY-LVMH POTREBBE ESSERE ANCORA SENSATA

Tra i deal danneggiati dal Covid-19 ma ancora sensati, Bottoli segnala quello per l’acquisizione di Tiffany da parte di LVMH, perché per il gruppo francese del lusso l’operazione resta molto interessante dal punto di vista strategico, e rileva che l’andamento del titolo Tiffany riflette sia la possibilità che LVMH possa chiedere uno sconto sia che possa abbandonare. GAM esamina anche le possibilità di arbitraggio legate agli spin-off o alle operazioni di consolidamento di unità societarie separate, citando i casi di Unilever e Deutsche Telekom e T-Mobile US.