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G20, Lamorgese non può sbagliare: 5300 rinforzi per evitare il "precedente Cgil"

·4 minuto per la lettura
- (Photo: POLIZIA DI STATOANSA)
- (Photo: POLIZIA DI STATOANSA)

Occhi puntati su Roma per questo fine settimana. E sguardo fisso sul Viminale. Perché dopo i disordini del 9 ottobre in centro, le manifestazioni difficili da tenere sotto controllo a Milano e la discussa gestione dell’ordine pubblico durante le proteste davanti al porto di Trieste, questa volta con il G20 non si può sbagliare. Lo sa bene la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, finita nel mirino soprattutto di Lega e Fratelli d’ Italia dopo la devastazione della sede nazionale della Cgil. La scorsa settimana si è presentata in Parlamento per l’informativa su quei fatti e, tra le contestazioni dei deputati di Giorgia Meloni e le accuse di Matteo Salvini a Palazzo Madama, ha ammesso che questo sul fronte dell’ordine pubblico è un periodo complicato. E che fatti come quelli del 9 ottobre “non devono più ripetersi”. Il banco di prova vero, il culmine del “periodo impegnativo”, preannunciato dalla ministra alle Camere, avrà inizio già da domani. La titolare del Viminale, che non ha negato gli errori nella gestione della piazza romana, non può permettersi passi falsi. Perché, visti i precedenti, difficilmente le sarebbero perdonati. Nella tarda mattinata di oggi la ministra ha presieduto il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, proprio per fare un punto tra i vari attori che in questi giorni dovranno tenere sottocontrollo la situazione.

In vista del summit tra capi di Stato e di governo, in programma per il weekend alla Nuvola di Fuksas, all’Eur ministero in queste ore le attenzioni sono concentrate sulla sicurezza dell’area dove si svolgeranno gli incontri, ma anche di tutta la città. Perché la Nuvola sarà la location degli eventi principali, ma incontri bilaterali sono previsti anche altrove. Non c’è solo un quartiere da tenere sotto controllo, ma una città intera: dal Quirinale a Palazzo Chigi, dalle ambasciate al Vaticano. E, in più, sono in programma due manifestazioni.

In campo ci sono 5300 uomini. Per la metà si tratta di poliziotti, ma ci sono anche Carabinieri, esercito e Guardia di finanza. Saranno impegnati su vari fronti. Nelle prossime ore, infatti, arriveranno le delegazioni dei governi stranieri e a queste bisognerà garantire la sicurezza agli arrivi, a Ciampino e a Fiumicino, e durante la permanenza. Dovranno essere presidiate decine di alberghi, oltre alle sedi istituzionali dove si terranno incontri ristretti. Occhi puntati anche sulle manifestazioni. In programma ce n’è una statica in piazza San Giovanni, organizzata dal Partito Comunista, alla quale hanno dato l’adesione altre sigle di sinistra, e una in movimento da Piazzale Ostiense a Bocca della Verità. Quest’ultima dovrebbe essere più partecipata. Varie le sigle che hanno aderito: da Friday for Future ai lavoratori della Gkn, dai movimenti per il diritto all’abitare ai no Tav. Per adesso si attendono poche migliaia di persone, dalla questura di Roma spiegano che nel preavviso i manifestanti ne hanno previste 5mila. Ma c’è la consapevolezza che, attraverso il passaparola online, il numero possa crescere. Di quanto è difficile prevederlo, ma dal Viminale hanno messo in conto che in una manciata di ore possa cambiare lo scenario e assicurano di essere preparati anche a questa eventualità. Gli uomini messi in campo sono tanti anche considerando l’ipotesi che i manifestanti possano aumentare. Oltre alle strade, agli aeroporti, alle piazze, si sta vigilando sul web per individuare eventuali movimento sospetti.

Oltre ai mezzi visibili, in queste ore - così come nei giorni scorsi - sono a lavoro l’intelligence e l’antiterrorismo. Da stasera alle 20 e per tutto il weekend sui cieli di Roma non si potrà volare. L’unica copertura aerea sarà quella destinata alla sicurezza. La ministra Lamorgese ha disposto anche il ripristino dei controlli presso tutte le frontiere interne nazionali a decorrere dalle ore 22 del 27 ottobre e fino alle ore 13 del 1 novembre. Il prefetto ha deciso di chiudere le scuole, dalle 16 di oggi, per limitare la mobilità, che sarà in ogni caso complicata per tutto il weekend.

La questura di Roma in giornata ha diffuso una nota in cui spiega quali saranno le aree in cui non si potrà accedere. L’Eur sarà zona rossa: vietato l’accesso, anche a piedi, a meno che non se ne abbia diritto. L’area, si legge nella nota, sarà “interamente interdetta al traffico veicolare e pedonale ed opportunamente transennata, consentendo l’accesso ai soli veicoli in servizio di polizia, di soccorso, nonché alle persone che dimostrino di averne diritto; l’accesso sarà quindi consentito, previo controllo, a tutti quei cittadini che abitano e lavorano all’interno di detta area”. Bisognerà avere un documento d’identità per dimostrare di essere residente o di lavorare in quella zona. Area di massima sicurezza sarà anche quella della Fontana di Trevi. Si prevedono poi autobus deviati e possibili problemi al traffico dei pressi della manifestazione.

La città si prepara, le istituzioni dicono di essere pronte. L’obiettivo è scongiurare disordini e violenza. Questa volta sarebbero in mondovisione.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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